martedì, Giugno 9

200 anni di navigazione, ma quale futuro?

La festa per il Porto di Magadino diventa l’occasione per guardare non solo alla storia del lago, ma anche alle incertezze sul servizio pubblico via acqua nel Gambarogno.

Il 18 luglio 2026 il Gambarogno celebrerà i 200 anni del Porto di Magadino con una giornata di festa aperta alla popolazione. Il programma annunciato dal Comune prevede un mercatino di artigianato locale, punti di ristoro lungo il percorso delle Bolle, giri sul battello a vapore, attività per famiglie e bambini, momenti ufficiali e intrattenimento serale. L’evento è presentato come un’occasione per celebrare “due secoli di storia, tra lago e natura”.

Fin qui la festa. Ma, davanti a un anniversario così importante, una domanda sorge spontanea: che cosa si festeggia davvero?

Non si tratta di mettere in discussione il valore della ricorrenza. Al contrario. Proprio perché il porto di Magadino ha avuto un ruolo centrale nella storia del territorio, i suoi 200 anni possono diventare l’occasione per guardare non solo al passato, ma anche al presente e al futuro della navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore.

Quando Magadino era un nodo centrale

Come ricordato da GambarognoNews in un precedente articolo dedicato ai 200 anni della navigazione sul Lago Maggiore, nel XIX secolo Magadino non era una località periferica. Era un crocevia essenziale per il trasporto di persone e merci. Dal 1° maggio 1826, il primo battello a vapore, il Verbano, partiva ogni mattina da Magadino per raggiungere Sesto Calende, per poi rientrare nel pomeriggio.

Magadino era allora molto più di un approdo. Era una stazione di trasbordo, un punto di collegamento tra il lago, le vie di terra e i traffici tra la Lombardia e il Nord Europa. Il suo ruolo si rafforzò ulteriormente con l’apertura della strada carrozzabile del San Gottardo nel 1830, per poi ridimensionarsi progressivamente con l’arrivo della ferrovia, prima verso Locarno nel 1874 e poi verso Luino nel 1882.

L’introduzione della navigazione a vapore nel 1826 rappresentò una vera rivoluzione: non soltanto tecnica, ma anche sociale, economica e culturale, perché cambiò il modo di viaggiare, commerciare e vivere il lago.

È quindi corretto celebrare. Ma proprio questa storia rende ancora più attuale una seconda domanda: oggi il lago è ancora una via di collegamento reale per il Gambarogno, o rischia di diventare soprattutto uno scenario da cartolina?

Il presente: una navigazione sempre più discussa

Negli ultimi mesi il tema della navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore è tornato al centro del dibattito politico e regionale. A fine marzo 2026, i granconsiglieri socialisti Maurizio Canetta e Beppe Savary hanno presentato un’interrogazione parlando di una “riduzione del servizio inaccettabile”. Secondo quanto riportato da Ticinonline, dal confronto tra gli orari 2025 e 2026 emergerebbe una diminuzione degli scali effettivi per corsa in diversi pontili del bacino svizzero: Locarno da 14 a 10, San Nazzaro da 12 a 8, Ascona da 17 a 13, Porto Ronco da 8 a 4, Isole di Brissago da 18 a 13 e Brissago da 6 a 5.

Sempre secondo l’interrogazione ripresa da Ticinonline, la Società Navigazione del Lago di Lugano SA, che gestisce il servizio nel bacino svizzero del Lago Maggiore, è partecipata dal Cantone per circa l’8% e beneficia di contributi pubblici, in particolare per la copertura dei costi della linea Locarno–Tenero–Magadino. Una linea che, proprio per questa ragione, non può essere letta soltanto come offerta turistica, ma anche come servizio di trasporto pubblico locale.

La questione riguarda direttamente il Gambarogno. Non solo Magadino, ma anche gli altri approdi della riva sinistra, in particolare San Nazzaro, Gerra, Vira e Ranzo: località per le quali il battello non è soltanto folklore lacustre, ma può rappresentare un collegamento alternativo alla strada, al traffico e ai tempi di percorrenza via terra.

La risposta della SNL: non un taglio, ma una rimodulazione

Sarebbe però scorretto presentare la questione come se vi fosse una sola lettura possibile. La SNL respinge infatti l’idea di un semplice taglio del servizio. In una presa di posizione pubblicata da laRegione, il presidente del Consiglio di amministrazione della Società Navigazione Lago di Lugano, Agostino Ferrazzini, ha parlato di “rimodulazione dell’offerta”. Secondo Ferrazzini, l’orario è stato rivisto introducendo imbarcazioni di maggiore capienza, con la possibilità di trasportare più passeggeri rispetto a prima. Alcune corse scarsamente frequentate sarebbero state riorganizzate nell’ottica di un uso più razionale delle risorse.

La posizione della società è chiara: navigare con battelli semivuoti non sarebbe necessariamente un servizio migliore, ma rischierebbe di diventare uno spreco di carburante, personale e risorse. Sempre secondo Ferrazzini, ottimizzare non significa tagliare, ma costruire un sistema che possa reggere nel tempo.

Nella stessa presa di posizione, Ferrazzini ha inoltre ricordato l’anticipo di un’ora della prima corsa della “LoMa”, la linea Locarno–Magadino, presentandolo come un segnale di attenzione verso chi si sposta presto al mattino per lavoro.

La discussione, dunque, non è banale. Da una parte c’è chi teme un progressivo indebolimento della navigazione sul Verbano svizzero. Dall’altra c’è chi sostiene la necessità di rendere il servizio economicamente, ambientalmente e operativamente più sostenibile.

Lo “spauracchio” della navetta

Dentro questo dibattito c’è però un punto che pesa: la navetta Locarno–Tenero–Magadino, oggi presentata da SNL come Linea 351, con collegamenti rapidi disponibili tutto l’anno tra Magadino, Tenero e Locarno.

È proprio questa linea a essere percepita, nel Gambarogno, come il vero banco di prova. Perché se il battello diventa un’offerta prevalentemente turistica e stagionale, il territorio perde una parte della sua accessibilità quotidiana. Se invece la navetta resta integrata nel sistema di trasporto pubblico, allora il lago continua a essere una via di collegamento reale.

Il tema dei costi è lo “spauracchio” che torna ciclicamente. La copertura pubblica della linea Locarno–Tenero–Magadino è stata richiamata anche nel dibattito politico recente, proprio perché la linea svolge una doppia funzione: trasporto locale e sostegno al turismo regionale.

Non è un dettaglio. In una regione come il Gambarogno, dove la mobilità via strada è spesso condizionata dalla geografia, dal traffico e dalla distanza dai centri, il servizio via lago non può essere valutato soltanto sulla base del numero di passeggeri di una singola corsa. Va inserito in una riflessione più ampia: quale mobilità pubblica vogliamo garantire ai paesi rivieraschi? Quanto vale, per un territorio, mantenere un collegamento diretto con Locarno via lago? E chi deve farsene carico?

Una festa che arriva al momento giusto

Il Comune di Gambarogno ha quindi ragione a celebrare i 200 anni del Porto di Magadino. La storia lo giustifica pienamente. Ma proprio questa ricorrenza rischierebbe di restare incompleta se si limitasse alla rievocazione del passato.

Nel 1826 il lago era infrastruttura. Era collegamento. Era economia. Era movimento. Oggi, nel 2026, il rischio è che diventi sempre più spesso un elemento paesaggistico, utile per eventi, promozione turistica e immagini da cartolina, ma meno centrale nella vita quotidiana dei residenti.

Eppure alcuni esempi dimostrano che il lago può ancora essere interpretato come servizio pubblico. A Brissago, ad esempio, il Municipio ha confermato anche per il 2026 l’accordo che permette alle persone domiciliate nel Comune di usufruire gratuitamente della navigazione sul bacino svizzero del Lago Maggiore, dal 1° aprile al 31 ottobre. Una misura presentata come sostegno alla mobilità sostenibile e alla valorizzazione del territorio.

Non si tratta necessariamente di copiare modelli altrui. Ogni Comune ha la propria situazione finanziaria, geografica e politica. Ma il confronto mostra che il tema non è astratto: il lago può essere considerato una risorsa turistica, oppure anche uno strumento concreto di mobilità pubblica.

Anche il Nodo intermodale resta sullo sfondo

In questa riflessione sul futuro della navigazione e dei collegamenti via lago, un tassello potenzialmente importante è rappresentato anche dal futuro Nodo intermodale di San Nazzaro, pensato per integrare diverse forme di mobilità sul territorio.

GambarognoNews ha chiesto chiarimenti sullo stato del progetto e sulla possibilità di consultare lo studio relativo alla sua integrazione in un futuro piano dei trasporti. La risposta ricevuta è stata prudente: attualmente sarebbero in corso diverse procedure e, ad oggi, non sarebbe possibile rilasciare dichiarazioni in merito. Una comunicazione agli enti interessati e ai media seguirà una volta consolidati i vari scenari.

Un elemento che non permette, per ora, di approfondire il tema, ma che conferma quanto il futuro della mobilità nel Gambarogno resti ancora in parte da chiarire.

La domanda resta aperta

Il 18 luglio sarà dunque una giornata di festa. Ci saranno il mercatino, i punti di ristoro, il battello a vapore, le attività per le famiglie e i momenti ufficiali. Sarà un’occasione per celebrare una pagina importante della storia di Magadino e del Gambarogno.

Ma forse il valore più interessante dell’anniversario sta proprio nella domanda che lascia sul tavolo.

Dopo 200 anni di porto e navigazione, il Gambarogno vuole continuare a considerare il lago una via di collegamento o accettare che diventi soprattutto uno sfondo per eventi e turismo?

La risposta non dipende soltanto dal Comune, né soltanto dalla SNL, né soltanto dal Cantone. Dipende da una scelta di territorio. Una scelta che riguarda i costi, certo. Ma anche l’accessibilità, la sostenibilità, il turismo, i residenti e il ruolo che il lago dovrà avere nei prossimi anni.

Per questo i 200 anni del Porto di Magadino meritano di essere festeggiati. Ma anche discussi.

Riferimenti

Comune di Gambarogno: evento “18 luglio 2026: 200 anni del Porto – Gambarogno in Festa”.
Ticino Turismo: scheda “Gambarogno in Festa – 200 anni del Porto di Magadino”.
GambarognoNews: “Magadino e i 200 anni della navigazione sul Lago Maggiore”.
GambarognoNews: articolo sulla conferenza dedicata ai primi piroscafi.
Ticinonline: interrogazione Canetta-Savary sui nuovi orari SNL.
laRegione: presa di posizione di Agostino Ferrazzini, presidente SNL.
SNL / LakeLocarno: Linea 351 Locarno-Tenero-Magadino.
Comune di Brissago: navigazione gratuita sul bacino svizzero confermata anche per il 2026.