3 settembre 1845: quando a Ranzo si producevano pasta e cioccolato

Nel settembre del 1845, sulle pagine della Gazzetta Ticinese, comparve un annuncio sorprendente. La ditta «Gio. Rochi e Compagni» comunicava di avere aperto a Ranzo una fabbrica dotata di «macchina idraulica».

Lo stabilimento produceva paste fini di ogni qualità, sul modello di quelle di Genova e Varese, e «cioccolata fatta a macchina». L’attività comprendeva anche un deposito di zucchero, caffè, cacao e liquori. Ai clienti venivano promessi prezzi modici, premura e precisione nell’esecuzione delle ordinazioni.

L’inserzione apparve il 1° settembre e venne ripubblicata il 3 settembre 1845. Dietro quelle poche righe si nasconde una pagina poco conosciuta della prima industrializzazione del Gambarogno.

Acqua, mulini e attività manifatturiere

La storia era cominciata almeno tre anni prima.

Nell’agosto del 1842 il dottor Gioachimo Masa mise in vendita alcuni immobili situati a Ranzo, allora nel territorio di Sant’Abbondio. Il complesso comprendeva una grande casa adibita a osteria e prestino, seghe con relativi diritti d’acqua, un porto per l’approdo delle barche, spazi per accatastare il legname e un mulino a due macine.

L’annuncio insisteva sulla favorevole «posizione idraulica» del luogo e sulla possibilità di utilizzare l’acqua per introdurre delle manifatture. Masa dichiarava di voler favorire la nascita di un’industria nel Cantone ed era disposto a concedere facilitazioni sul pagamento a chi avesse investito nel progetto. La vendita degli immobili non andò a buon fine, ma l’attività industriale prese comunque forma.

Il 13 agosto 1845 un nuovo annuncio offriva in affitto l’antica osteria di Ranzo, con botteghe, prestino e mulini, allora in corso di restauro. Per valorizzare la posizione commerciale del paese, il testo ricordava la vicinanza a Magadino e ai confini con la Lombardia e il Piemonte. Aggiungeva poi un particolare decisivo: a Ranzo «già esiste una fabbrica di cioccolatte e di pasta all’uso di Genova a macchina idraulica».

Poche settimane dopo, l’inserzione di Gio. Rochi e Compagni presentò ufficialmente al pubblico la nuova impresa.

Una produzione moderna per l’epoca

Nell’Ottocento la forza dell’acqua poteva essere trasmessa attraverso ruote, alberi e ingranaggi per azionare diversi macchinari. La presenza di mulini, seghe e diritti d’acqua rendeva il complesso di Ranzo particolarmente adatto a questo genere di attività. La produzione nello stesso stabilimento di pasta e cioccolato, oggi piuttosto curiosa, aveva una precisa logica tecnica. Entrambe le lavorazioni richiedevano energia per macinare, impastare e amalgamare gli ingredienti.

Proprio attorno al 1845 le presse idrauliche cominciavano a diffondersi nella produzione della pasta. Anche il cacao veniva lavorato con macchine mosse dall’acqua, capaci di macinarlo e unirlo a zucchero e aromi. L’iniziativa di Ranzo apparteneva quindi a una fase di progressiva meccanizzazione della produzione alimentare. Nello stesso 1845 la famiglia Sprüngli avviava a Zurigo una manifattura di cioccolato destinata a diventare celebre. La realtà gambarognese aveva certamente altre dimensioni, ma nacque nel medesimo clima di trasformazione tecnologica.

Il progetto di un politico progressista

Gioachimo Masa, proprietario degli impianti, fu una figura importante della vita pubblica ticinese. Nato a Ranzo nel 1783, conseguì la licenza in medicina all’Università di Pavia nel 1807. Tornato in patria, esercitò la professione e amministrò le proprietà della sua famiglia, distribuite principalmente nel Basso Gambarogno e in Lombardia.

Fu segretario comunale, sindaco, municipale, deputato al Gran Consiglio per quasi quarant’anni e Consigliere di Stato dal 1839 al 1842. Schierato con i progressisti e i radicali, si occupò soprattutto di salute pubblica e istruzione. Sostenne la vaccinazione contro il vaiolo, la costruzione dei cimiteri fuori dagli abitati e l’istituzione delle condotte mediche. Nel 1833 presentò una memoria sulla necessità di creare un istituto per la custodia e la cura delle persone affette da malattie mentali. Fece parte della Società ticinese di utilità pubblica e del Consiglio cantonale di pubblica educazione, accanto a personalità come Stefano Franscini e Luigi Lavizzari.

Il progetto manifatturiero di Ranzo rifletteva quindi le convinzioni di un uomo interessato alle innovazioni e alla modernizzazione economica e sociale del Cantone.

Un crocevia affacciato sul Verbano

La posizione della fabbrica contribuiva al valore commerciale dell’iniziativa. Ranzo si trovava sulla sponda sinistra del Lago Maggiore, a poca distanza da Magadino e vicino ai confini con la Lombardia e il Piemonte. Il porto annesso agli immobili consentiva l’approdo delle barche e il trasporto di persone, materie prime e merci.

Zucchero, caffè e cacao erano prodotti provenienti da lontano. La presenza di un loro deposito mostra che l’attività non si limitava alla produzione locale, ma si inseriva in una rete commerciale favorita dal lago e dalla vicinanza con l’Italia. Le paste «all’uso di Genova e di Varese» richiamavano inoltre modelli produttivi già conosciuti dalla clientela. L’annuncio utilizzava quei riferimenti quasi come una garanzia di qualità.

Le tracce successive

Nell’ottobre del 1846 il dottor Masa offrì nuovamente in affitto l’osteria con bottega, prestino e mulini. Un annuncio analogo apparve nel settembre del 1857, quando il complesso risultava ancora di sua proprietà. In queste inserzioni la fabbrica di pasta e cioccolato non veniva più menzionata. L’esperienza della ditta Rochi sembra quindi essere stata circoscritta a una breve stagione della lunga storia produttiva del luogo.

Gli altri impianti continuarono invece a essere utilizzati. La segheria rimase in attività presso gli eredi di Masa fino alla sua definitiva chiusura nel 1964.

Una pagina dimenticata del Gambarogno

Gli annunci della Gazzetta Ticinese restituiscono l’immagine di un Gambarogno ottocentesco tutt’altro che isolato.

Lungo le rive del lago circolavano materie prime, merci e idee. La forza dell’acqua alimentava mulini e seghe, ma poteva anche essere impiegata per introdurre lavorazioni più moderne. Un medico e uomo politico cercava investitori, mentre una società commerciale proponeva pasta e cioccolato prodotti meccanicamente.
Per un breve periodo, nel 1845, Ranzo ospitò così una piccola e singolare industria alimentare: una fabbrica idraulica affacciata sul Lago Maggiore, nata nel momento in cui anche il Ticino cominciava a confrontarsi con le possibilità offerte dalla meccanizzazione.

Fonti

  • Gazzetta Ticinese, 22 agosto 1842, p. 12.
  • Gazzetta Ticinese, 13 agosto 1845, p. 4.
  • Gazzetta Ticinese, 1° e 3 settembre 1845, p. 4.
  • Gazzetta Ticinese, 9 ottobre 1846, p. 6.
  • Gazzetta Ticinese, 26 settembre 1857, p. 5.
  • Comune di Gambarogno, «Gioachimo Masa, Caviano».
  • Archivio di Stato del Cantone Ticino, Fondo Branca-Masa, segnatura 2.1.14.
  • Fabio Chierichetti, «Gioachimo Masa, dottor fisico, politico progressista e notabile locale», Bollettino della Società Storica Locarnese, n. 21, 2017.
  • Museo della Pasta, cronologia della produzione e della meccanizzazione.

Immagine copertina: generata per GambarognoNews con strumenti di intelligenza artificiale
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By Manuel Buetti

Manuel Buetti un regista televisivo, cineasta e fotografo appassionato, nonché editore digitale di GambarognoNews.ch. Per molti anni ha diretto programmi televisivi per la Radiotelevisione Svizzera, lavorando su diversi format, dalle notizie all'intrattenimento. Attualmente lavora come freelance.