lunedì, Agosto 17

Beatrice Battistini si regala il Cervino per il compleanno

Nata e cresciuta nel Gambarogno, da anni vive e lavora in Svizzera tedesca. Nei giorni scorsi ha raggiunto la vetta del Cervino, per la seconda volta: «Quando sei in cordata e vedi risvegliarsi il mondo, non ci sono parole»

Beatrice Battistini, gambarognese nata e cresciuta nel nostro Comune, nei giorni scorsi si è regalata una vetta speciale: il Cervino.

Da anni Beatrice vive e lavora in Svizzera tedesca, dove era partita da Caviano per imparare il tedesco. Poi, come spesso accade, quella scelta è diventata molto di più: un nuovo luogo di vita, di lavoro e di esperienze. E a sentirla pronunciare con naturalezza i nomi delle capanne alpine, con quell’accento svizzero tedesco ormai ben presente, si capisce che la lingua di Goethe l’ha imparata davvero. Insieme, anche, all’idioma locale.

In occasione degli auguri per il suo compleanno, abbiamo approfittato per complimentarci con lei per l’impresa compiuta il giorno precedente, il 7 luglio, e per chiederle se potevamo raccontarla brevemente alle lettrici e ai lettori di GambarognoNews. Poco dopo, Beatrice ci ha richiamati.

Al telefono ci ha spiegato che per lei non era la prima volta sul Cervino: lo aveva già conquistato nel 2017, allora dal versante italiano. Questa volta, invece, la salita è avvenuta dal versante svizzero, lungo l’Hörnligrat, la cresta dell’Hörnli.

Un regalo di compleanno, in un certo senso. Beatrice, che proprio in quei giorni festeggiava una cifra tonda, avrebbe voluto raggiungere la vetta il giorno stesso del compleanno. Per varie ragioni la salita è stata anticipata al 7 luglio, ma la montagna le ha comunque fatto un dono: una giornata splendida, come mostrano anche le fotografie che ci ha messo gentilmente a disposizione. L’8 luglio, ci racconta, Eolo avrebbe soffiato un po’ di più.

Facciamo però un passo indietro. Chi conosce Beatrice, o chi la segue attraverso le immagini che condivide sui suoi canali social, sa quanto ami la montagna, l’arrampicata e l’alpinismo. Non come semplice sfondo da cartolina, ma come spazio vissuto, cercato, preparato e rispettato.

La salita al Cervino è arrivata dopo alcuni giorni trascorsi in quota. Con il suo compagno Beatrice aveva già effettuato diverse escursioni, in vista dell’ascesa. Il giorno precedente la vetta era salita alla Hörnlihütte, situata a 3’260 metri, per prepararsi e acclimatarsi.

Poi la giornata della salita. Sveglia alle 3.10, colazione alle 3.30 e partenza dalla capanna alle 3.50, insieme alla guida. Nel buio della notte, la prima parete, la cordata, il silenzio e la concentrazione. Alle 7.30 erano in vetta al Cervino.

Lì Beatrice ha visto sorgere il sole. E quando è arrivata in cima, la giornata era semplicemente meravigliosa.

Le abbiamo chiesto che cosa si provi in situazioni come questa. Beatrice ci ha risposto con sincerità: quando ci si alza alle tre del mattino, magari di domenica, mentre altri pensano a un brunch tranquillo, il primo pensiero può anche essere: «Ma chi me lo fa fare?».

Poi però tutto cambia.

Quando sei in cordata, quando vedi il mondo risvegliarsi con il sorgere del sole, quando dopo la fatica raggiungi la vetta, non ci sono parole per descrivere davvero le emozioni che si provano.

Dal racconto, ma soprattutto dal tono con cui Beatrice ci ha parlato di questa esperienza, si capisce quanto fosse importante per lei regalarsi una vetta. E che vetta: il Cervino, una delle montagne simbolo della Svizzera e delle Alpi.

Con piacere condividiamo questa bella impresa gambarognese e cogliamo l’occasione per augurare a Beatrice Battistini ancora tante vette da conquistare.

E, naturalmente, buon compleanno.

(Foto e racconto di Beatrice Battistini)