Coleottero giapponese: attivato il piano d’emergenza federale

Berna, 3 luglio 2025 – Entra ufficialmente in vigore il nuovo piano d’emergenza contro la diffusione del coleottero giapponese (Popillia japonica), un insetto altamente invasivo e distruttivo per l’agricoltura e l’ambiente. Lanciato dall’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG), il piano mira a rafforzare il coordinamento tra Confederazione e Cantoni e a delineare in modo chiaro le competenze e le misure da adottare nei focolai esistenti o in caso di nuove infestazioni.

Il parassita, che si nutre di foglie, frutti e fiori di oltre 400 specie vegetali, è presente in Svizzera dal 2017. Allo stadio larvale colpisce le radici delle graminacee, compromettendo superfici erbose e colture. Per questi motivi, è classificato come organismo da quarantena prioritario: è obbligatoria la lotta attiva e la segnalazione immediata al servizio fitosanitario cantonale.

Periodo di volo e rischio di diffusione

Il coleottero giapponese vola tra giugno e settembre, proprio durante le vacanze estive. Il Servizio fitosanitario federale (SFF) segnala che, in questo periodo, gli adulti possono essere trasportati in modo accidentale da turisti e pendolari, diventando “passeggeri clandestini” su auto, treni o altri mezzi.

Nel 2024, esemplari sono stati individuati in vari Cantoni lungo le principali vie di transito: un segnale allarmante che dimostra quanto sia facile la diffusione anche oltre i focolai già noti (Basilea, Svitto, Vallese e Zurigo).

Il piano federale punta a contenere i danni, rallentare l’espansione del parassita e garantire una reazione efficiente in caso di nuovi ritrovamenti.


In Ticino si estende la fascia rossa: nuovo allarme per il Piano di Magadino e il Locarnese

Anche il Canton Ticino, già colpito in modo significativo nel Sottoceneri, aggiorna la propria mappa delle zone infestate. La cosiddetta “fascia rossa cantonale” – ovvero l’area in cui il coleottero è presente in modo consolidato – si estende ora anche ad alcune località del Ticino centrale e del Locarnese.

Secondo quanto indicato dal Servizio fitosanitario cantonale, tra i nuovi Comuni inseriti in fascia rossa figurano:

  • Piano di Magadino: Cadenazzo (non più solo Robasacco), Sant’Antonino, Cugnasco-Gerra (non più solo Gerra) e il quartiere bellinzonese di Gudo.
  • Locarnese: Maggia, Aurigeno, Moghegno e Terre di Pedemonte.

L’Alto Ticino, per il momento, risulta ancora immune.


Lotta attiva e tecnologie di contenimento

Nel nostro Cantone, la strategia non è più l’eradicazione – ormai impossibile – ma il contenimento. L’obiettivo è limitare la crescita delle popolazioni del coleottero a una soglia gestibile e rallentarne la diffusione verso zone ancora libere.

Per farlo, il Servizio fitosanitario ha attivato, con l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG), una rete di oltre 700 trappole installate nelle aree più sensibili, con il supporto della SUPSI, del Semestre di motivazione e dei Comuni colpiti.

Inoltre, si stanno testando soluzioni naturali, come l’uso dei nematodi, minuscoli organismi viventi capaci di contrastare le larve presenti nel terreno. L’obiettivo è individuare le superfici più colpite e consigliare trattamenti mirati per abbattere la popolazione larvale.

Nel frattempo, per sostenere le colture più esposte, l’UFAG ha autorizzato in via eccezionale l’uso di un prodotto fitosanitario, da impiegare solo sotto indicazione ufficiale.


Come riconoscere il coleottero giapponese?

L’adulto è più piccolo di una moneta da 5 centesimi (lunghezza 8–12 mm). Ha:

  • Elítre color rame,
  • Capo e torace verde metallizzato,
  • Cinque ciuffi di peli bianchi su ciascun lato dell’addome,
  • Due ciuffi bianchi più grandi sull’ultimo segmento addominale.

Le larve, lunghe fino a 3 cm, hanno forma a C, testa arancione e corpo biancastro con l’estremità più scura.


Cosa fare in caso di avvistamento

Il coleottero giapponese va catturato immediatamente, congelato, fotografato e segnalato al Servizio fitosanitario cantonale. I contatti sono:


Una lotta che riguarda tutti

La battaglia contro il coleottero giapponese non può essere vinta solo con l’intervento delle autorità. È fondamentale la collaborazione di tutta la popolazione: agricoltori, giardinieri, turisti, enti pubblici. Solo con un fronte comune sarà possibile limitare l’impatto di questo piccolo, ma potentissimo nemico verde.

By Manuel Buetti

Manuel Buetti un regista televisivo, cineasta e fotografo appassionato, nonché editore digitale di GambarognoNews.ch. Per molti anni ha diretto programmi televisivi per la Radiotelevisione Svizzera, lavorando su diversi format, dalle notizie all'intrattenimento. Attualmente lavora come freelance.