
Cinque comuni ticinesi chiedono al presidente Guy Parmelin di rivedere le priorità federali
Il collegamento autostradale A2–A13 tra Bellinzona e Locarno deve tornare tra le priorità federali con orizzonte 2045.
È quanto chiedono, con una lettera indirizzata al presidente della Confederazione Guy Parmelin, cinque comuni ticinesi: Locarno, Bellinzona, Sant’Antonino, Cadenazzo e Gambarogno.
I cinque comuni esprimono preoccupazione per la decisione del Consiglio federale, annunciata a fine gennaio, di rinviare il progetto sopracenerino a non prima del 2055, spostando di fatto di almeno dieci anni un’infrastruttura ritenuta strategica per la mobilità regionale.
Un’opera considerata strategica per il Locarnese
Il collegamento A2–A13 è da tempo al centro del dibattito politico ticinese: l’obiettivo è migliorare il collegamento tra il Locarnese e l’asse autostradale nazionale, riducendo il traffico sulle strade cantonali e alleggerendo i centri abitati.
Per i comuni firmatari, il rinvio rischia di avere ripercussioni importanti sul territorio, sia in termini di congestione sia di sviluppo economico.
Due pesi e due misure?
Nella pianificazione federale attuale, l’orizzonte 2045 è stato invece mantenuto per un altro progetto ticinese: il collegamento autostradale Lugano Sud–Mendrisio.
Una differenza che alimenta interrogativi e rafforza la richiesta dei comuni sopracenerini di una maggiore equità nelle priorità infrastrutturali.
La richiesta a Berna è chiara: riportare il progetto A2–A13 tra le priorità con orizzonte 2045, evitando un ulteriore slittamento che potrebbe pesare sul territorio per decenni.
