mercoledì, Luglio 15

Da Minusio a Sesto Calende a nuoto

Bernhard Hengl tenta il Lago Maggiore in lunghezza

Il 26 e 27 giugno l’ex nazionale austriaco di pallanuoto proverà a nuotare per circa 66 chilometri lungo il Verbano, senza muta. Una sfida estrema per dare visibilità alla neurofibromatosi e sostenere le famiglie colpite da malattie rare

Percorrere il Lago Maggiore in lunghezza, da Minusio a Sesto Calende, a nuoto, senza muta e con il solo supporto di un team di accompagnamento. È la nuova sfida di Bernhard Hengl, ex capitano della nazionale austriaca di pallanuoto, padre di cinque figli e sopravvissuto a una malattia oncologica.

Secondo il programma trasmesso alla stampa, la partenza è prevista giovedì 26 giugno 2026, attorno alle 17.00, dal porto di Mappo a Minusio. L’arrivo a Sesto Calende, in provincia di Varese, è atteso venerdì 27 giugno nel tardo pomeriggio o in serata.

In totale saranno circa 66 chilometri lungo l’intero asse del Verbano: non una semplice traversata da una sponda all’altra, ma il tentativo di coprire a nuoto la lunghezza del Lago Maggiore. Sul proprio sito, Hengl presenta questa tappa come una delle più impegnative del progetto e indica che, se portata a termine, l’impresa lo renderebbe la seconda persona di sempre a riuscirci.

La prova rientra nel progetto “The Alpine Seven”, una sfida sportiva e solidale che prevede di affrontare sette grandi laghi alpini in Austria, Germania, Italia e Svizzera, per un totale di oltre 330 chilometri. Il progetto è ispirato alla più nota “Ocean Seven”, ma porta la sfida nelle acque interne dell’arco alpino.

Dopo Attersee, Bodanico e Wörthersee, Hengl porterà dunque il suo progetto sul Lago Maggiore. Successivamente sono previste altre tappe, tra cui il Lago di Garda, il Lago dei Quattro Cantoni e il Lago di Ginevra.

Non solo sport estremo

La dimensione sportiva è evidente: nuotare per decine di chilometri in acque libere, senza muta, significa affrontare freddo, correnti, vento, stanchezza, alimentazione durante lo sforzo e una notevole pressione mentale. Hengl sarà seguito da un’imbarcazione e da un team di supporto, indispensabili per garantire sicurezza, orientamento e assistenza durante tutta la prova.

Ma “The Alpine Seven” non nasce soltanto come impresa sportiva. L’obiettivo dichiarato è dare visibilità alla neurofibromatosi, una rara malattia genetica che può causare la formazione di tumori lungo i nervi e comportare conseguenze importanti sulla salute.

«Voglio mostrare che anche dopo fasi difficili della vita è possibile superare i propri limiti. Allo stesso tempo voglio dare una voce alle persone con neurofibromatosi», spiega Hengl nel comunicato stampa.

La sua storia personale dà ulteriore forza al messaggio. Ex sportivo di alto livello, Hengl ha affrontato una malattia oncologica e oggi utilizza le proprie sfide in acqua per richiamare l’attenzione su persone e famiglie che convivono con malattie rare, spesso poco conosciute dall’opinione pubblica.

Il sostegno a NF Kinder

Il progetto sostiene NF Kinder, associazione austriaca impegnata a favore delle persone con neurofibromatosi e delle loro famiglie. L’organizzazione promuove informazione, consulenza, ricerca, sostegno psicosociale e sensibilizzazione pubblica.

NF Kinder è inoltre collegata al primo centro austriaco specializzato per bambini e adolescenti con sospetta o accertata neurofibromatosi, presso l’ospedale AKH di Vienna, nato in collaborazione con la MedUni Wien.

La campagna di raccolta fondi legata a “The Alpine Seven” contribuisce a sostenere la presa a carico medica, la ricerca e l’accompagnamento delle persone colpite e delle loro famiglie.

Il tema è stato al centro anche della “The Alpine Seven Charity Gala”, organizzata l’8 maggio 2026 a Frankenburg am Hausruck. L’evento benefico, promosso da Bernhard Hengl, ha sostenuto NF Kinder e gli “Schmetterlingskinder” (trad. bambini farfalla), bambini colpiti da Epidermolysis bullosa, un’altra malattia rara e particolarmente delicata.

In passato Bernhard Hengl ha già scritto una pagina importante nel nuoto di lunga distanza: con la traversata del Bodensee è diventato il primo austriaco e il sesto nuotatore al mondo a completare il lago in lunghezza, senza sosta e senza muta.

Ora il prossimo obiettivo è il Lago Maggiore. Una sfida estrema, certo, ma soprattutto un modo per trasformare la fatica in attenzione, solidarietà e sostegno concreto.

Il motto scelto per l’iniziativa riassume il senso del progetto: “La malattia non è un tabù”.

(Fonte comunicato stampa NF Kinder, foto Bernard Hengl)