
All’altezza del porto di Gambarogno una persona in carrozzina elettrica è stata costretta a percorrere la strada cantonale in contromano a causa di un marciapiede impraticabile.
Un episodio che solleva interrogativi seri sulla sicurezza e sull’accessibilità dei marciapiedi si è verificato nei giorni scorsi a Gambarogno. Una persona con disabilità, in movimento con una carrozzina elettrica da Gerra Gambarogno verso San Nazzaro, si è trovata costretta ad abbandonare il marciapiede all’altezza del nuovo porto di Gambarogno, a causa delle pessime condizioni del percorso pedonale.

In quel punto, infatti, il marciapiede risulta fortemente deteriorato e privo della larghezza minima necessaria per consentire il transito in sicurezza di una carrozzina. Impossibilitata a proseguire, la persona ha dovuto scendere sulla strada cantonale, percorrendo diverse centinaia di metri in contromano, esposta al traffico veicolare.
La situazione si è fatta ancora più critica nel tentativo di risalire sul marciapiede: l’unico punto accessibile si trovava sull’altro lato della strada, all’altezza di una curva cieca, a qualche centinaio di metri dal punto in cui la persona era stata costretta a scendere, mentre le automobili sfrecciavano a breve distanza, creando una situazione di evidente pericolo.

Il marciapiede in questione versa da decenni in cattive condizioni, ma non si tratta purtroppo di un caso isolato sul territorio comunale. In questo tratto specifico, la situazione è ulteriormente peggiorata con l’avvio dei lavori per la costruzione del porto di Gambarogno, che hanno reso ancora più problematico un percorso già fragile.
L’episodio mette in luce, ancora una volta, le difficoltà quotidiane che le persone con mobilità ridotta devono affrontare e richiama l’attenzione sull’urgenza di interventi concreti per garantire infrastrutture sicure, inclusive e realmente accessibili a tutti. In gioco non c’è solo il comfort, ma la sicurezza e la dignità delle persone.
