
La rivista di viaggi più prestigiosa al mondo dedica un ampio reportage a Habitat Lago Maggiore, nel Gambarogno, definendolo una “bellissima sorpresa” tra lago, montagne e turismo sostenibile.
Il Gambarogno conquista anche Condé Nast Traveller, la rivista di viaggi più prestigiosa al mondo. Nell’articolo “My favourite Airbnb: an alpine hamlet poised between lake and sky”, firmato da Ashleigh Spiliopoulou e pubblicato il 15 gennaio 2026, la testata internazionale racconta con entusiasmo l’esperienza di soggiorno a Habitat Lago Maggiore, definendola una vera e propria bellissima sorpresa sospesa tra lago e montagne.
Nel suo reportage, l’autrice parte da una riflessione sui grandi laghi italiani, celebri per il loro fascino senza tempo, soffermandosi in particolare sul Lago Maggiore, meno mondano rispetto al Lago di Como ma dotato, secondo Condé Nast Traveller, di una personalità unica e autentica. È proprio qui, al confine tra Italia e Svizzera, che la giornalista racconta di aver trovato il luogo ideale per “disconnettersi”, rallentare e ritrovare equilibrio, immersa nella natura e lontana dalla frenesia urbana.
La scelta è caduta su Habitat, un albergo diffuso di sei “tiny house” in legno e vetro situato ai piedi del Monte Gambarogno, sopra Piazzogna. Le strutture, inserite con grande rispetto nel paesaggio, offrono una vista panoramica sul Lago Maggiore e sono concepite come spazi di connessione profonda tra uomo e natura. Ogni modulo abitativo è posizionato su un’area di particolare energia geologica e porta il nome di uno dei chakra del corpo umano, invitando gli ospiti a vivere un’esperienza non solo fisica ma anche interiore.
L’autrice descrive l’arrivo nel Gambarogno come un viaggio lento e suggestivo: dal treno da Milano fino a Cadenazzo, per poi salire lungo le strade di montagna che conducono a Piazzogna. Una volta giunti a Habitat, l’impatto è immediato: silenzio, luce, panorama, e un senso di isolamento positivo che diventa parte integrante dell’esperienza.
All’interno delle tiny house non c’è televisione, e non serve. A catturare l’attenzione è il paesaggio: il lago invernale, il cielo che cambia colore al tramonto, le luci di Locarno dall’altra sponda. Un lusso essenziale, arricchito però da dettagli degni di un hotel a cinque stelle: cucine compatte ma perfettamente attrezzate, prodotti locali, una piccola bottega in loco e colazioni consegnate ogni mattina davanti alla porta, preparate artigianalmente da produttori del posto.
Condé Nast Traveller sottolinea come l’esperienza a Habitat sia elementare e raffinata allo stesso tempo, ideale soprattutto nella stagione invernale, quando l’assenza di pressioni turistiche invita a restare, a fermarsi, a godere della lentezza. Escursioni sul Monte Gambarogno, momenti di relax nella vasca idromassaggio con vista, sessioni di yoga affacciate sul lago completano un soggiorno pensato per rigenerare corpo e mente.
Il racconto si chiude con un’immagine potente e poetica: una notte attraversata da decine di stelle cadenti, impossibili da fotografare ma destinate a restare impresse nella memoria. Un simbolo, secondo l’autrice, della forza silenziosa della montagna e del valore profondo di luoghi come il Gambarogno, capaci di offrire esperienze autentiche e durature.
Un riconoscimento importante che porta il Gambarogno sulle pagine di una delle riviste di viaggio più influenti al mondo, confermando come il nostro territorio rappresenti una meta ideale per un turismo consapevole, sostenibile e lontano dal turismo di massa.
👉 L’articolo originale è disponibile su Condé Nast Traveller.
