lunedì, Aprile 13

Gambarogno oltre il 60% di case secondarie

Abitazioni secondarie: Gambarogno oltre il limite, tra effetti della legge e nuove dinamiche

Il tema delle abitazioni secondarie è tornato d’attualità in Svizzera, anche alla luce di recenti sviluppi che hanno coinvolto realtà vicine come Locarno. Ma per il Gambarogno la questione è strutturale da anni — e i numeri lo confermano.

Secondo i dati ufficiali, nel Comune si contano 6’732 abitazioni, di cui solo 2’391 primarie. La quota di abitazioni secondarie raggiunge così il 64,5%, ben oltre il limite del 20% fissato a livello federale. (Consulta i dati direttamente sul sito della Confederazione cliccando qui).

Una situazione già consolidata prima della legge

La base legale attuale nasce dall’iniziativa popolare “Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!”, accettata nel marzo 2012 e concretizzata con l’entrata in vigore, nel 2016, della Legge federale sulle abitazioni secondarie (LASec).

L’obiettivo era contenere la crescita delle case di vacanza, soprattutto nelle regioni turistiche.

Tuttavia, proprio nei territori più attrattivi — come il Gambarogno — la quota di abitazioni secondarie era già ampiamente superiore alla soglia del 20% al momento dell’introduzione della normativa. In alcune realtà locali, come l’ex Comune di San Nazzaro, si registravano già valori tra i più elevati a livello nazionale.

La legge è quindi intervenuta in un contesto già fortemente consolidato.

Campo di applicazione limitato

Per comprendere la situazione attuale è fondamentale chiarire il perimetro della legge.

La LASec agisce infatti soprattutto sulle nuove costruzioni. Le abitazioni esistenti prima della votazione del 2012 possono essere utilizzate liberamente, anche con un cambio di destinazione da residenza primaria a casa di vacanza.

Questo significa che:

  • una parte importante del patrimonio immobiliare resta fuori dalle restrizioni
  • il cambiamento di destinazione delle abitazioni pre 2012 continua a essere possibile
  • il contenimento del fenomeno si manifesta solo nel lungo periodo

Nei Comuni come il Gambarogno, soggetti alla LASec, le limitazioni riguardano quindi principalmente gli sviluppi futuri, senza incidere in modo diretto sull’esistente.

Dinamiche di mercato e pressione esterna

Dopo l’entrata in vigore della legge, il mercato immobiliare locale ha mostrato cambiamenti significativi, in particolare nelle zone più richieste come il Basso Gambarogno.

Si è osservato un crescente interesse da parte di acquirenti provenienti dalla Svizzera tedesca, inserito in un contesto di maggiore potere d’acquisto rispetto al Ticino.

Questa dinamica ha contribuito a:

  • rendere più competitiva la domanda esterna
  • spingere verso l’alto i prezzi degli immobili
  • incentivare la vendita di abitazioni primarie — soprattutto costruite prima del 2012 — spesso poi trasformate in residenze secondarie

Effetti sul tessuto locale

Le conseguenze sul territorio sono evidenti.

La trasformazione di residenze primarie in case di vacanza riduce l’offerta abitativa disponibile per i residenti, mentre l’aumento dei prezzi rende sempre più difficile l’accesso al mercato per le famiglie locali.

Questo tipo di evoluzione viene spesso ricondotto a dinamiche assimilabili alla gentrificazione, intesa come un processo di trasformazione del tessuto sociale e abitativo di un territorio dovuto all’arrivo di acquirenti con maggiore capacità finanziaria, con conseguente aumento dei prezzi e rischio di progressiva sostituzione della popolazione residente.

Nel Gambarogno si osservano segnali concreti:

  • spostamento di residenti verso zone meno richieste
  • diminuzione delle abitazioni primarie nelle aree più turistiche
  • trasformazione di intere zone in località vissute prevalentemente in modo stagionale

Servizi che spariscono, attrattività che cala

A queste dinamiche si aggiunge un elemento altrettanto rilevante: la riduzione dei servizi per la popolazione residente.

La chiusura dell’unica scuola dell’infanzia del Basso Gambarogno rappresenta un segnale significativo. Al di là delle responsabilità — che coinvolgono anche scelte comunali — l’effetto è evidente: viene meno un fattore chiave per l’insediamento di nuove famiglie.

Scuole, servizi di prossimità e infrastrutture sociali sono determinanti nella scelta di vivere stabilmente in un territorio. La loro assenza rischia di rafforzare ulteriormente la vocazione turistica a scapito di quella residenziale.
Un segnale concreto di come il territorio possa diventare sempre meno attrattivo per chi desidera viverci tutto l’anno.

Non a caso, lo stesso Comune aveva commissionato uno studio per il rilancio del Basso Gambarogno, volto proprio a riflettere su queste criticità e sulle possibili strategie di sviluppo. ( il link all’articolo)

Impatti anche per il Comune

Le conseguenze non sono solo sociali, ma anche finanziarie e strutturali.

Una riduzione della popolazione residente può tradursi in:

  • minor gettito fiscale
  • diminuzione degli abitanti ufficiali
  • aumento dei costi pro capite per i servizi pubblici

A ciò si aggiungono una minore vitalità del territorio nei periodi di bassa stagione e maggiori oneri per garantire servizi anche alle abitazioni secondarie.

Un equilibrio che, nel lungo periodo, rischia di diventare sempre più difficile da sostenere.

Un equilibrio ancora aperto

A distanza di anni dall’introduzione della LASec, il caso del Gambarogno evidenzia i limiti di un approccio che interviene soprattutto sul futuro, ma che fatica a incidere su situazioni già consolidate.

Se da un lato la legge ha frenato nuove costruzioni di abitazioni secondarie, dall’altro non ha impedito la trasformazione del patrimonio esistente, lasciando aperte dinamiche che continuano a influenzare il territorio.

Il risultato è un equilibrio fragile, tra attrattività turistica e sostenibilità per chi vive il Comune tutto l’anno.
Una sfida che, più che urbanistica, è ormai sociale.