Il Gambarogno e il dilemma del trasporto pubblico

TiLo Treno

Nel contesto del trasporto pubblico svizzero, il comune di Gambarogno si trova in una posizione delicata. Mentre alcune linee ferroviarie regionali come la Zurigo-Winterthur riescono a sostentarsi autonomamente, la maggior parte delle linee, inclusa quella che attraversa Gambarogno (tratta TiLo Cadenazzo-Luino), dipendono fortemente dai sussidi statali. Questa dipendenza è evidenziata dai dati dell’Ufficio federale dei trasporti (UFT), che mostrano una realtà preoccupante per alcune linee nella regione.

Il collegamento di Autopostale da Orgnana a Magadino, ad esempio, è la più deficitaria del cantone, con biglietti e abbonamenti che coprono solo l’1,9% dei costi di esercizio. Anche la linea Bioggio-Gaggio-Cimo-Vernate-Agno, introdotta recentemente, si autofinanzia solo per il 3,4%. Questi dati indicano una scarsa attrattività di queste linee per i passeggeri, portando a un basso ritorno economico.

Il comune di Gambarogno, non essendo un punto strategico nel panorama dei trasporti ticinesi, rischia di subire le conseguenze di questa situazione. Una delle preoccupazioni maggiori è la possibile riduzione o soppressione delle corse su queste linee poco redditizie. Questo scenario potrebbe avere un impatto significativo sulla mobilità locale e sulla qualità della vita dei residenti, in particolare per coloro che dipendono dal trasporto pubblico per le loro attività quotidiane.

Inoltre, la linea TiLo che collega Cadenazzo con Luino, passando per il Gambarogno, ha coperto solo il 16,8% delle spese nel suo tratto svizzero, un risultato che mette in dubbio la sua sostenibilità finanziaria. La Confederazione, di norma, non finanzia linee che non raggiungono almeno il 20% di copertura delle spese, il che pone questa linea in una posizione precaria.

I residenti lamentano inoltre ritardi e soppressioni frequenti, che diminuiscono ulteriormente l’attrattività del servizio. La soppressione del collegamento diretto per Bellinzona, ad esempio, ha reso i viaggi più lunghi e complicati, influenzando negativamente la percezione del servizio da parte degli utenti.

Da un lato, c’è la necessità di mantenere e potenziare i servizi di trasporto pubblico per garantire l’accessibilità e la mobilità ai cittadini. Dall’altro, la sostenibilità economica di queste linee rimane una questione aperta, con il rischio che la riduzione dei servizi possa diventare una realtà concreta.

In questo scenario progetti come “Smart Border” (che mira a ridurre il traffico motorizzato e a promuovere la mobilità sostenibile per i frontalieri) dipendono fortemente dalla qualità e dall’affidabilità dei collegamenti di trasporto pubblico esistenti. Senza un servizio efficiente e puntuale, sarà difficile attrarre i pendolari verso opzioni di mobilità più sostenibili.

Limitare i servizi di trasporto pubblico in aree come quella del Gambarogno può innescare un circolo vizioso preoccupante. Quando le corse vengono ridotte, la convenienza e l’accessibilità del servizio diminuiscono, rendendolo meno attraente per gli utenti abituali e potenziali. Questo declino nell’uso può portare a una ulteriore riduzione dei servizi, poiché i responsabili delle decisioni possono interpretare la diminuzione della domanda come una giustificazione per tagliare ancora di più le corse. In questo modo, la riduzione iniziale dei servizi può creare una spirale negativa, dove ogni riduzione successiva giustifica la prossima, portando infine alla possibile soppressione totale del servizio. Questo non solo isola le comunità che dipendono dal trasporto pubblico, ma compromette anche gli sforzi per promuovere la mobilità sostenibile e ridurre la dipendenza dai veicoli privati.

È fondamentale perciò offrire un servizio pubblico di qualità. Le decisioni prese oggi avranno un impatto significativo sul futuro della mobilità e della qualità della vita in Gambarogno, così come sul successo di iniziative come “Smart Border”, che rappresentano un passo verso un futuro più sostenibile e integrato per il trasporto nella regione.

https://www.cdt.ch/prodotti/la-domenica/gli-autobus-semivuoti-nellera-della-mobilita-334236

By Manuel Buetti

Manuel Buetti un regista televisivo, cineasta e fotografo appassionato, nonché editore digitale di GambarognoNews.ch. Per molti anni ha diretto programmi televisivi per la Radiotelevisione Svizzera, lavorando su diversi format, dalle notizie all'intrattenimento. Attualmente lavora come freelance.