
Il tema della presenza del lupo continua a interessare da vicino anche il Gambarogno, territorio di confine che negli ultimi anni è stato coinvolto più volte nelle dinamiche legate alla gestione di questo grande predatore. Nell’ambito della regolazione preventiva, la misura che permette ai Cantoni, con l’autorizzazione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), di abbattere giovani lupi tra settembre e gennaio per proteggere il bestiame, il bilancio degli interventi a livello cantonale mostra risultati solo parziali.
A livello svizzero, nel periodo considerato, sono stati abbattuti 89 lupi, di cui 35 nei Grigioni e 5 in Ticino, di cui 4 esemplari del branco Carvina. Nel nostro Cantone, tuttavia l’obiettivo iniziale era più ampio.
Il caso Carvina
In Ticino, l’intenzione era di procedere all’eliminazione di 20 esemplari complessivamente. Il risultato finale è stato però più contenuto: 5 lupi abbattuti in totale, 4 dei quali appartenenti al branco Carvina, composto da esemplari ibridi (incrocio con cane) e presente anche sul territorio gambarognese.
Un dato che conferma come proprio il branco Carvina sia stato al centro degli interventi effettuati nel Cantone, pur senza raggiungere gli obiettivi inizialmente fissati.
Perché la rimozione non è stata completa
Le ragioni di questo esito parziale sono state spiegate dal capo dell’Ufficio della caccia e della pesca del Canton Ticino, Tiziano Putelli, in un’intervista rilasciata alla RSI. Le difficoltà incontrate sono state di diversa natura.
In primo luogo, le tempistiche: non tutti gli ordini di abbattimento sono stati emanati all’inizio del periodo previsto. Alcuni provvedimenti sono arrivati solo nei mesi successivi, con l’ultimo ordine emesso a metà dicembre, riducendo così il tempo a disposizione per intervenire.
A incidere è stata anche la conformazione del territorio, spesso impervio e poco accessibile. Infine, un fattore determinante è rappresentato dal carattere transfrontaliero dei branchi, che si muovono tra Svizzera e Italia, limitando di fatto il margine d’azione delle autorità cantonali.
(Fonti Rsi.ch, comunicato DT)
