Il Cantone voleva la rimozione completa del branco Carvina, ma l’Ufficio federale dell’ambiente ha detto no: confermata una regolazione limitata.
È cresciuta in giudicato la decisione dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) che respinge la richiesta del Cantone Ticino di procedere alla rimozione totale del branco Carvina, attivo tra Gambarogno, Malcantone e Monte Tamaro.
Lo ha comunicato ieri il Dipartimento del territorio (DT), precisando che resta invece valida la decisione del Consiglio di Stato ticinese che prevede l’abbattimento dell’esemplare ibrido identificato come M543 e di tutti i giovani lupi nati nel 2025 all’interno del branco.
Il branco Carvina, che frequenta anche le aree di montagna sopra Indemini e l’Alpe di Montoia, è salito più volte agli onori delle cronache per gli attacchi ad animali da reddito. A fine agosto un episodio sul Tamaro aveva destato forte preoccupazione: una capra era stata sbranata in pieno giorno, a pochi metri dal pastore e da un’area turistica molto frequentata.
Proprio a seguito di questi fatti, il Consiglio di Stato aveva deciso una “regolazione” mirata, chiedendo anche la rimozione completa del branco, ritenuto particolarmente problematico. Tuttavia, l’UFAM ha negato questa possibilità, giudicando non sufficientemente giustificata una misura così drastica in base ai criteri federali di gestione dei grandi predatori.
Resta dunque in vigore un provvedimento più circoscritto, con l’obiettivo — sottolinea il DT — di ridurre il rischio di nuovi danni agli animali da reddito, mantenendo al tempo stesso una gestione compatibile con il quadro legale nazionale.
La decisione federale chiude una fase di tensione tra autorità cantonali e federali sulla gestione del lupo in Ticino, ma non mette fine al dibattito. Il branco Carvina rimane infatti stabilmente presente nel territorio compreso tra Gambarogno e Malcantone, dove si concentrano anche le preoccupazioni di allevatori e abitanti.
(Foto archivio, fonte comunicato DT del 07.10.2025)

