I nuovi semafori di Cadenazzo approdano in Gran Consiglio. Sette deputati appartenenti al Centro, all’UDC, alla Lega e al PLR hanno presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato, chiedendo dati concreti sugli effetti del sistema lungo l’asse Bellinzona-Locarno.
L’atto parlamentare, intitolato «Nuovi semafori sulla tratta Bellinzona-Locarno: solo maggiore traffico o anche benefici reali per la popolazione e la mobilità regionale?», ha come primo firmatario Claudio Isabella ed è sottoscritto anche da Bassi, Corti, Cotti, Mazzoleni, Rusconi e Soldati.
Nuovi semafori e modifiche alla viabilità
Recentemente l’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha attivato i primi impianti semaforici, introducendo anche alcune modifiche alla viabilità che interessano in particolare via Ala Campagna, conosciuta come Stradonino.
Per chi arriva da Gudo è vietato svoltare a sinistra su via San Gottardo in direzione di Bellinzona, mentre chi giunge da Locarno non può più svoltare verso lo Stradonino.
Cambiamenti che incidono sulle abitudini degli utenti della strada e che, fin dai primi giorni, hanno generato critiche e malumori. Nel recente sondaggio promosso da GambarognoNews, l’86% dei partecipanti ha definito i nuovi semafori «un problema serio per la fluidità del traffico».
«La mobilità incide sulla qualità di vita»
Nell’interrogazione, depositata il 10 settembre, i deputati riferiscono di segnalazioni da parte di cittadini, pendolari e operatori economici riguardanti un aumento delle code e dei tempi di percorrenza.
Secondo i firmatari, la questione non riguarda unicamente la gestione del traffico. «Per molti residenti del Locarnese e del Bellinzonese, la mobilità costituisce un elemento determinante della qualità di vita e della possibilità di conciliare efficacemente impegni lavorativi e personali».
Viene inoltre espresso il timore che un peggioramento dell’accessibilità tra Locarnese e Bellinzonese possa avere conseguenze sull’attrattività economica e residenziale della regione.
Venti domande al Consiglio di Stato
I sette granconsiglieri pongono venti domande al Governo cantonale. Chiedono, fra l’altro, se vengano monitorati regolarmente i tempi di percorrenza e come i dati attuali si confrontino con quelli precedenti all’attivazione dei semafori.
L’interrogazione domanda inoltre quali obiettivi siano stati fissati, quali miglioramenti siano stati ottenuti sul fronte della sicurezza e della fluidità del traffico e se siano state valutate soluzioni alternative.
I firmatari vogliono conoscere anche i costi di progettazione, installazione, gestione e manutenzione degli impianti, nonché i margini d’intervento del Cantone nei confronti dell’USTRA.
Tra le richieste figura infine una possibile rivalutazione della sincronizzazione dei semafori, con l’introduzione di correttivi durante le ore di punta. Al Consiglio di Stato viene chiesto entro quale termine intenda effettuare una valutazione complessiva del sistema e renderne pubblici i risultati.
Fonte: Interrogazione 169.26 – Nuovi semafori sulla tratta Bellinzona-Locarno: solo maggiore traffico o anche benefici reali per la popolazione e la mobilità regionale?

