
A qualche gambarognese sarà capitato di scendere da Indemini fino a Maccagno, passando in rassegna i paesini sul lato Italiano della Valle Veddasca, ma pochi conoscono la storia di Monteviasco, un borgo che sorge sul lato opposto della valle e ha una caratteristica tutta sua: a Monteviasco non arriva la strada!
Monteviasco è un borgo montano quasi completamente isolato, non raggiunto da strade carrabili, ma unicamente da mulattiere e da una funivia, oggi non più attiva. La vicenda della funivia è diventata una priorità per i residenti del piccolo borgo a mille metri d’altezza, soprattutto dopo la tragedia del novembre 2018, quando un errore di manovra causò la morte dello storico manutentore dell’impianto.
Da allora, il paesello è rimasto isolato, con i residenti che hanno affrontato anni di restrizioni, comprese le difficoltà aggiunte dal lungo periodo di pandemia. I pochi abitanti del paese hanno mantenuto pulito il borgo, visitato di tanto in tanto da escursionisti che hanno affrontato gli oltre mille gradini per salire in cima alla montagna, a piedi, da Ponte di Piero.
L’8 giugno prossimo segna una svolta storica per Monteviasco: è la data stabilita per la riattivazione dell’impianto di funivia. La gestione sarà affidata ad ATM, che si è aggiudicata il bando dell’Agenzia per il trasporto pubblico locale del bacino di Como, Lecco e Varese lo scorso 13 marzo. Questo include il servizio di trasporto per Monteviasco, insieme ad altri impianti come quelli di Como-Brunate, Sacro Monte di Varese e Argegno-Pigra.
I residenti e i proprietari delle seconde case con i caratteristici tetti in ardesia possono ora tirare un respiro di sollievo.
(foto Wikipedia autore CamFerVa)
