
Il rapporto della Commissione opere pubbliche invita il Consiglio comunale a respingere il credito da 70 mila franchi e a riaprire il dialogo con il Patriziato di Magadino.
Lunedì 15 giugno alle ore 20.00 il Consiglio comunale di Gambarogno si riunirà presso la mensa delle scuole elementari di San Nazzaro, sede scelta temporaneamente a causa dei lavori di ristrutturazione in corso al salone comunale di Magadino.
Tra i temi all’ordine del giorno figura anche il Messaggio municipale 511, con il quale il Municipio chiede un credito di 70 mila franchi per la realizzazione di un nuovo parco giochi sul mappale 672 di Magadino, nell’area verde accanto all’ex Virano.

Nelle scorse settimane avevamo riferito come la realizzazione di questo nuovo spazio fosse strettamente collegata alla prevista dismissione del parco giochi patriziale alle Bolle di Magadino. Una prospettiva che ha suscitato numerose reazioni tra la popolazione e in particolare tra molte famiglie che frequentano abitualmente il parco esistente, considerato da molti un luogo sicuro, immerso nel verde, vicino alla riserva naturale e oggi facilmente raggiungibile anche grazie alla nuova ciclopedonale inaugurata recentemente.
Ora, a pochi giorni dalla seduta del Legislativo, emerge un nuovo elemento politico.
La Commissione delle opere pubbliche (COP), incaricata di esaminare il messaggio municipale, ha infatti pubblicato il proprio rapporto invitando il Consiglio comunale a respingere il credito così come presentato.
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Nel documento la Commissione ripercorre la genesi del progetto, ricordando come tutto abbia origine dalla mozione presentata nel 2022 dal consigliere comunale Ivan Sargenti per il ripristino di alcuni giochi presso il Parco Meschini. Una mozione che, nelle intenzioni originarie, mirava a garantire un minimo di svago alle famiglie in attesa del battello o dei mezzi pubblici nella zona dell’imbarcadero, senza prevedere né la chiusura del parco delle Bolle né la realizzazione di una nuova struttura di dimensioni maggiori.
Proprio Ivan Sargenti figura oggi tra i firmatari del rapporto della Commissione delle opere pubbliche contro il Messaggio municipale.
Secondo la COP, il nuovo progetto non corrisponde infatti a quanto la Commissione aveva immaginato quando aveva espresso il proprio preavviso favorevole alla mozione. Nel rapporto si legge che la Commissione aveva ipotizzato una soluzione essenziale, con uno o due giochi, nella zona compresa tra il posteggio e il lago, mantenendo nel contempo il parco delle Bolle quale principale luogo di incontro della frazione.
La Commissione sottolinea inoltre alcuni aspetti che ritiene determinanti:
- il parco delle Bolle dispone già di una struttura collaudata, sicura e di dimensioni maggiori rispetto a quella prevista dal nuovo progetto;
- è dotato di recinzione metallica, giochi attualmente a norma, una zona sociale con tavoli, una zona ombreggiata e un bagno;
- si trova in una posizione strategica, a ridosso dell’accesso pedonale alle Bolle di Magadino, della nuova pista ciclabile e della fermata del bus;
- è già conosciuto e frequentato per buona parte dell’anno da turisti, scolaresche e popolazione residente;
- la manutenzione potrebbe essere garantita dal Comune, analogamente a quanto previsto per il nuovo parco, con costi sostenibili;
- la sostituzione dei giochi potrebbe avvenire in modo graduale, secondo una pianificazione pluriennale;
- il Patriziato di Magadino avrebbe espresso il proprio benestare a intavolare nuovamente una discussione finalizzata al ritiro del parco da parte del Comune a costo zero.
Nel rapporto viene inoltre affermato che il Patriziato di Magadino avrebbe espresso il proprio benestare a riaprire una discussione finalizzata al ritiro da parte del Comune del parco giochi esistente “a costo zero”.
La Commissione riconosce che il parco delle Bolle non è formalmente oggetto del Messaggio municipale 511. Tuttavia osserva che le due realtà risultano inevitabilmente collegate e chiede al Municipio di chiarire durante la seduta se intenda riprendere il dialogo con il Patriziato.
Pur comprendendo le motivazioni addotte dal Municipio a favore della nuova ubicazione, tra cui il migliore soleggiamento durante tutto l’anno, la Commissione conclude che sia preferibile mantenere e valorizzare il parco esistente piuttosto che realizzarne uno nuovo.
Per questo motivo invita il Consiglio comunale a respingere il Messaggio municipale 511 così come presentato.
La discussione di lunedì sera si preannuncia quindi particolarmente interessante. Al di là dei 70 mila franchi richiesti, il dibattito sembra ormai essersi spostato su una questione più ampia: quale futuro si vuole dare a uno spazio che negli anni è diventato un punto di riferimento per famiglie, scuole e visitatori.
Sarà ora il Consiglio comunale a decidere se seguire l’indicazione della Commissione, chiedendo al Municipio di approfondire ulteriormente il dialogo con il Patriziato, oppure confermare la strada intrapresa con il nuovo progetto.
