mercoledì, Marzo 11

La perizia congela AlpTransit: il Gambarogno resta corridoio merci

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha reagito sottolineando che è importante completare l’infrastruttura ferroviaria, per far circolare i passeggeri verso Milano e le merci verso Luino.

Le conseguenze per il Gambarogno sono immediate e pesanti: il mancato completamento a sud di AlpTransit comporta almeno il mantenimento dello status quo nel traffico merci, con un flusso costante di convogli che attraversano il nostro territorio. Una situazione che da anni incide sulla qualità di vita dei residenti, sulla sicurezza e sui rischi ambientali.

La questione del traffico merci nel Gambarogno torna al centro dell’attenzione dopo la pubblicazione, ieri 9 ottobre 2025, della perizia del Politecnico federale di Zurigo (ETHZ), commissionata dal Dipartimento federale dei trasporti.
Lo studio individua le priorità infrastrutturali della Svizzera fino al 2045, in un contesto di risorse federali limitate, e stabilisce quali progetti potranno essere realizzati nei prossimi decenni.

Per il Ticino, la perizia prevede investimenti significativi nella viabilità stradale, in particolare il collegamento A2–A13 (Bellinzona–Locarno). Sul fronte ferroviario, lo studio rileva progressi importanti con AlpTransit, soprattutto grazie alla galleria di base del Ceneri, che ha migliorato il traffico passeggeri tra Lugano e Locarno.

Tuttavia, il documento segnala chiaramente:

«La prosecuzione del progetto AlpTransit a sud di Lugano non rientra nelle pianificazioni».

Di conseguenza, da Lugano verso Chiasso e Milano si manterrà l’attuale infrastruttura per i prossimi decenni, con la linea del Gambarogno che continuerà a sopportare gran parte del traffico merci.

In reazione a questo scenario, il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha dichiarato ai microfoni Rsi:

«Dovremmo invece lavorare per far capire che anche a sud dell’asse ferroviario del Gottardo, in direzione di Milano per quanto riguarda le persone e rispettivamente verso Luino e poi Varese per quanto riguarda le merci, è per noi altrettanto prioritario per completare l’opera».

Se da un lato Gobbi sottolinea la priorità di potenziare la tratta sud, dall’altro sposta l’attenzione su un modello parziale, che rinuncia al completamento originario di AlpTransit e rischia di confermare il ruolo del Gambarogno come corridoio merci.

Ora inizia l’iter politico:
La politica federale dovrà decidere come tradurre le raccomandazioni del Politecnico nelle future pianificazioni infrastrutturali.
Sarà fondamentale capire se i rappresentanti ticinesi a Berna riusciranno a far valere l’argomento del completamento coerente di AlpTransit, come previsto inizialmente, o se prevarrà la linea più pragmatica – ma anche più penalizzante per il Gambarogno – evocata da Gobbi.

In questa fase, una presa di posizione chiara da parte del Comune di Gambarogno è fondamentale, per difendere la qualità di vita dei cittadini e ricordare il progetto originale di AlpTransit, anche ai propri consiglieri di Stato.


SPECCHIETTO

AnnoEvento chiaveSignificato per il Gambarogno
1994Approvazione dell’Iniziativa delle AlpiRidurre traffico pesante su strada, potenziare la ferrovia.
2013Proposta ATA per una galleria merci nel GambarognoTentativo di soluzione sostenibile locale.
2016Mozione cantonale per studiare la galleria “Tamaro”Respinta; nessun seguito politico.
2020Apertura della galleria di base del CeneriMigliora traffico passeggeri, ma AlpTransit si ferma a Lugano.
Fino al 2025Crescita traffico merci sulla linea del GambarognoConseguenza diretta del blocco a sud di AlpTransit.
9 ottobre 2025Perizia ETHZ: escluso il prolungamento a sud di LuganoConferma del mantenimento dello status quo.


Senza una strategia di lungo periodo che completi davvero AlpTransit fino al confine italiano, il Gambarogno continuerà a sopportare traffico merci intenso, in contrasto con lo spirito stesso del progetto ferroviario.
La partita ora è politica.

(fonti studio ETH e radiogiornale Rsi)