Peste suina africana: Imminente minaccia ai boschi di Gambarogno?

Maiali, suini, peste suina

Caccia, raccolta di funghi e passeggiate a rischio.

CONFINE – 23 gennaio 2024

La peste suina africana si avvicina sempre di più alla Svizzera e, di conseguenza, anche al comune di Gambarogno, situato a meno di 100 km dalla zona già colpita in Italia. Secondo gli esperti, l’arrivo della malattia è solo una questione di tempo, poiché la sua diffusione continua in Liguria e in Piemonte, con un recente segnalato caso nell’area di Pavia.

Vittorio Guberti, ricercatore all’Istituto Superiore per la protezione e la ricerca Ambientale di Bologna, uno dei massimi esperti di peste suina africana in Europa, ha dichiarato: “Se in Italia non riusciamo a fermarlo, prima o poi il virus vi arriva.” La situazione in Italia è già problematica, con la diffusione del virus che continua a progredire.

La peste suina africana colpisce cinghiali e maiali, ma non è trasmissibile all’uomo. Nonostante la sua diffusione piuttosto lenta in Svizzera, il virus si trasmette lentamente attraverso i cinghiali, che muoiono rapidamente senza mostrare sintomi clinici. Guberti spiega che sono i cinghiali che sopravvivono un po’ a trasmettere la malattia agli altri.

Le conseguenze della presenza della malattia non si limitano solo agli allevamenti di maiali. Il veterinario cantonale Luca Bacciarini sottolinea che, se il virus colpisce i cinghiali, verranno imposte restrizioni all’accesso ai boschi. Ciò comporterà la chiusura di zone, vietando attività come la caccia, la raccolta di funghi e le passeggiate con il cane. Le misure di contenimento avranno un impatto significativo sull’intera popolazione, non solo sul settore veterinario.

Il Consiglio di Stato ha istituito un gruppo di lavoro nel 2022 per preparare un manuale operativo che traduca le direttive federali alla realtà locale, preparandosi all’eventuale arrivo della malattia. Bacciarini avverte che la peste suina africana è una malattia difficile da combattere, e le misure di contenimento avranno un impatto significativo sulle attività umane.

Allevatori e agricoltori ticinesi sono già preoccupati, e Sem Genini, segretario dell’Unione Contadini Ticinesi, fa parte di una “task force” creata dal Cantone due anni fa per affrontare la situazione. Si teme la perdita di guadagni, con la possibilità di dover chiudere intere zone, inclusi i boschi, per contenere la diffusione del virus.

Lunedì sera, il veterinario cantonale Luca Bacciarini e l’esperto Vittorio Guberti hanno tenuto una sessione informativa presso l’Istituto cantonale di commercio di Bellinzona, spiegando come affrontare l’arrivo imminente della peste suina africana. La popolazione è invitata a seguire attentamente le direttive delle autorità per prevenire la diffusione della malattia.

Fonti: SEIDISERA, RSI Info

https://www.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/%E2%80%9CPeste-suina-africana-I-boschi-saranno-chiusi-a-tutti%E2%80%9D–2048038.html

By Manuel Buetti

Manuel Buetti un regista televisivo, cineasta e fotografo appassionato, nonché editore digitale di GambarognoNews.ch. Per molti anni ha diretto programmi televisivi per la Radiotelevisione Svizzera, lavorando su diversi format, dalle notizie all'intrattenimento. Attualmente lavora come freelance.