
Dalla tesi alla SUPSI all’impegno in casa anziani: il percorso di un giovane che sogna di restare nel suo Cantone.
In un tempo in cui i giovani puntano quasi esclusivamente a LinkedIn, Mike, 25 anni, gambarognese e laureando in Ingegneria Gestionale, ha scelto una strada diversa: presentarsi su Facebook. Con alle spalle un percorso di studi solido, una tesi in azienda e diverse esperienze lavorative, ha deciso di raccontarsi per costruire il suo futuro in Ticino, con la voglia di crescere professionalmente e dare un contributo concreto al territorio.

Abbiamo raccolto le sue parole in questa intervista, che restituisce la freschezza di un giovane gambarognese pronto a mettersi in gioco.
Per rompere il ghiaccio: come ti presenteresti ai lettori di GambarognoNews in poche parole
Sono un ragazzo di 25 anni cresciuto a Piazzogna, con la passione per lo sport e della montagna. Mi ritengo educato e gentile, con la passione dei numeri.
Cosa ti ha spinto a scegliere Ingegneria Gestionale alla SUPSI e quali sono stati i momenti chiave del tuo percorso?
Sono sempre stato un ragazzo ambizioso; dopo aver ottenuto la maturità commerciale ho svolto l’anno di servizio civile. In quel lasso di tempo ho avuto modo di pensare a quale strada intraprendere (lavorativamente parlando); all’inizio ho provato a cercare lavoro come aiuto contabile con l’obiettivo, in futuro, di fare l’esame di contabile federale. Un giorno ho consultato il sito della SUPSI e ho notato la facoltà di Ingegneria Gestionale, di cui non avevo mai sentito parlare, ma già il nome mi suscitava interesse. Dopo qualche ricerca mi sono reso conto che molte materie combaciavano con i miei interessi, tra cui la tanta matematica. Così mi sono iscritto alla scuola.
Stai concludendo la tua tesi alla Unipharma SA, dedicata alla progettazione di uno strumento di gestione del cash flow. Puoi raccontarci in che cosa consiste e cosa ti sta insegnando?
Il cash flow indica la liquidità aziendale, un dato molto importante per un’azienda che si occupa di trading di medicinali carenti e non registrati.Il cash flow è fondamentale perché permette di garantire sempre la liquidità necessaria a pagare i fornitori esteri e assicurare senza interruzioni la fornitura di farmaci ai clienti. Il mio compito è stato quello di creare uno strumento di previsione, analizzando i dati storici aziendali e confrontandomi con metodi statistici che mi hanno permesso di stimare con molta affidabilità tutte le entrate e le uscite monetarie dell’azienda, in tre diverse valute (CHF, EUR, USD).
Sapere come sta finanziariamente l’azienda nelle settimane future ottimizza gli investimenti, anticipa le esigenze di liquidità e migliora la gestione del capitale circolante.
Mi sta insegnando molte cose, dal gestire un progetto a sviluppare diverse abilità al computer, fino alla creazione di un vero e proprio strumento aziendale previsionale. Devo ringraziare il mio responsabile che mi ha fin da subito sostenuto.
In parallelo hai un impiego in una casa anziani a Gordola. Che tipo di esperienza è per te, e cosa stai imparando a livello umano e organizzativo?
Il Solarium di Gordola è ormai una parte del mio cuore, ho lavorato prima un anno per il servizio civile e poi ho fatto altre tre stagioni estive. A livello umano è impagabile, poter contribuire in qualche modo alla loro felicità mi fa davvero gioire, poi io sono un ragazzo simpatico a cui piace parlare, mi fermo volentieri a fare due chiacchiere
Avendo lavorato in ufficio, come manutentore, in animazione e infine come barista, a livello organizzativo ho potuto imparare ad organizzare il lavoro in contesti molto vari, adattandomi rapidamente e gestendo diversi compiti differenti in modo responsabile, oltre che a stare in team.
Hai scelto di cercare lavoro anche attraverso Facebook, un canale che molti giovani trascurano. È stata una scelta strategica per raggiungere un pubblico locale e più adulto, che spesso ricopre ruoli decisionali? Come hai ragionato su questa mossa?
A dire il vero hai proprio ragione, ho cercato in qualche modo pure di sensibilizzare (seppur in poche righe) i lettori. Il fatto che poi sia un pubblico che spesso ricopre ruoli decisionali è una conseguenza.
Scrivi che desideri restare nel nostro Cantone e crescere professionalmente qui. Perché per te è così importante non dover “emigrare” verso altri cantoni o all’estero?
Non penso sia sbagliato emigrare, alla finequi in Ticino vivere non è semplice perché tutto costa parecchio e gli stipendi spesso non tengono il passo. Succede che nei contesti professionali, le aziende tendono a puntare su persone già qualificate o, in alcuni casi, sui frontalieri, che possono rappresentare un costo minore rispetto a noi giovani diplomati. Sono però dell’idea che meritano tutti forse qualcosa in più.
Quali pensi siano oggi le principali difficoltà che incontrano i giovani ticinesi nel trovare un impiego coerente con la loro formazione?
Secondo me la difficoltà nasce dal fatto che molti giovani studiano materie che qui in Ticino non hanno ancora un grande spazio, mentre a Zurigo o in altri cantoni ci sono più opportunità. A volte le aziende non sono pronte a investire nella formazione di un giovane o ci vedono come un costo, perché troppo qualificati. Questo rende più difficile trovare un impiego davvero in linea con gli studi.
Quali sono le qualità professionali e umane che ti contraddistinguono e che, secondo te, potrebbero fare la differenza in un’azienda?
Ogni ruolo in casa anziani mi ha insegnato a collaborare con gli altri, organizzarmi e affrontare le sfide con entusiasmo. Inoltre, facendo la tesi della SUPSI, ho approfondito come i progetti possano diventare strumenti concreti di gestione per un’azienda. Questo mix di esperienza pratica e formazione mi ha dato competenze solide sia con le persone che con la mia professione.
A livello umano mi ritengo una persona tranquilla, simpatica ed empatica. Mi trovo molto bene a stare in gruppo, riesco sempre a collaborare e a trovare compromessi affinché l’ambiente sia sano e tranquillo per il bene comune.
Che ruolo ha avuto il Gambarogno nella tua vita e nella tua visione del futuro?
Il Gambarogno per me ha un valore immenso, ci sono cresciuto ed ho avuto un’infanzia indimenticabile a Piazzogna, “amò a la moda vegia”. Ho giocato per più di 10 anni nelle squadre gambarognesi dai pulcini alla prima squadra, che soddisfazione!
In futuro mi piacerebbe tornare a Piazzogna, ci sono su ancora diversi parenti e mi farebbe piacere vivere ancora in quell’ambiente con la mia futura famiglia.
Quanto pensi conti ancora, nel 2025, il passaparola “alla vecchia maniera” — amici, conoscenti, contatti di famiglia — nella ricerca di lavoro?
Penso che, soprattutto nel nostro Cantone, il passaparola faccia ancora molto il suo. Avere le giuste conoscenze aumenta le possibilità di trovare un posto di lavoro conforme con la propria formazione.
Che messaggio vorresti lasciare ai nostri lettori, specialmente ai giovani che, come te, stanno cercando la loro strada professionale?
Consiglierei di non limitarsi a canali come passaparola o un semplice post su Facebook, ma anche di osare mandando candidature spontanee alle aziende del ramo cercato. È giusto mostrare le proprie competenze se si è alla ricerca di un posto di lavoro. Alla fine non costa nulla e con i mezzi del giorno d’oggi ci si mette poco ad inviare una semplice mail, bisogna avere un po` di spirito d’iniziativa.
Il percorso di Mike racconta una storia di determinazione, creatività e radici profonde. Con la freschezza dei suoi 25 anni, dimostra che anche un semplice post può diventare una porta d’ingresso verso il futuro, se accompagnato da impegno, idee chiare e competenze solide.
A lui rivolgiamo il nostro augurio più sincero: che possa presto trovare la realtà giusta in cui crescere e mettere a frutto la sua professionalità.
E a voi lettori di GambarognoNews un invito concreto: se conoscete aziende, contatti o opportunità adatte a un giovane motivato e preparato come Mike, non esitate a fargliele conoscere. Perché il futuro di un ragazzo – e anche quello del nostro territorio – nasce spesso da una rete di sostegno reciproco.
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