Il talento della Nazionale con radici (quasi segrete) a Caviano
È una di quelle storie che circolano in punta di piedi, tra un post social e una mezza confidenza: «Ha segnato Rubén Vargas per la Svizzera. Lui è anche gambarognese poiché suo nonno è originario di Caviano», ha scritto dopo il gol contro il Kosovo Jo Pedroni, sulla pagina Eventi del Gambarogno.
Un’affermazione che ha incuriosito molti, soprattutto perché il web, stranamente, su questo dettaglio familiare non offre quasi nulla.
Eppure una conferma – anzi, una doppia conferma, come richiede il mestiere – esiste.
Bisogna tornare al 2019, quando il Corriere del Ticino intervistò la mamma del giocatore, Fabienne Della Giacoma, in un ritratto dedicato alla nascente stella del calcio svizzero. Ed è proprio lei a parlare apertamente del forte legame familiare con il Ticino e con… il Gambarogno.
Le radici ticinesi di Ruben Vargas: Brissago e Gambarogno
Fabienne raccontava:
«Sono molto orgogliosa delle nostre radici. Ruben ha passato molto tempo in Ticino durante la sua infanzia e si sente a suo agio sia a Brissago sia a Gambarogno, suo luogo d’origine».
A Brissago vivevano i nonni, dove lei stessa ha trascorso buona parte dell’infanzia e dove tornava regolarmente con i figli. Ma quel “luogo d’origine” del Gambarogno, pur citato dalla madre, non era mai stato approfondito. È qui che il rumors social trova posto: Ruben ha effettivamente radici a Caviano, come ha fatto emergere Pedroni. Il dettaglio del nonno originario del villaggio gambarognese si inserisce coerentemente nel quadro tracciato nel 2019.
Un Ticino che per Ruben è casa
Dal racconto della madre emergono due luoghi-cardine della vita del giovane Vargas: Brissago e il Gambarogno. Il Lago Maggiore, insomma, è stato il suo orizzonte dell’infanzia.
Non solo vacanze. Non solo relax.
Ruben in Ticino giocava, correva, si allenava.
«Ruben ha trascorso le ultime vacanze estive a Brissago nel 2016. Ha sfruttato le ferie per rilassarsi al lido, ma anche per tenersi in forma correndo e svolgendo esercizi di forza nel cortile dei nonni».
E non mancavano le prime scintille calcistiche:
«Giocava regolarmente a calcio con il fratello e i bambini di Brissago nel piazzale della scuola. E assisteva con interesse al torneo dei bar brissaghese», ricordava la mamma.
Una storia che il Gambarogno può sentire un po’ sua
Le radici non si misurano solo con documenti e archivi: spesso vivono nei racconti familiari, nei luoghi dell’infanzia, nelle estati passate dai nonni e a giocare con gli amici.
E in fondo, per molti gambarognesi, questo basta già a contarla come una piccola, bella storia un po’ nostra.
(fonte CdT.ch , Jo Pedroni – Eventi del Gambarogno)
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