
La siccità accentua il problema dell’imbarcadero accanto al lido
L’allarme lanciato nei giorni scorsi dalla BLS sui pericoli provocati dalla vicinanza tra battelli e bagnanti offre lo spunto per tornare su una situazione ben conosciuta nel Gambarogno: quella dell’imbarcadero della navigazione accanto al Lido comunale di San Nazzaro.
Sui laghi di Thun e Brienz, la società di navigazione segnala situazioni pericolose quasi quotidiane e diversi mancati incidenti in prossimità degli approdi. Una realtà differente dalla nostra, ma che richiama l’attenzione su un principio valido ovunque: le manovre dei battelli e la balneazione dovrebbero essere mantenute il più possibile separate.
Un problema già conosciuto a San Nazzaro
A San Nazzaro l’imbarcadero si trova immediatamente accanto all’area frequentata dai bagnanti. Durante l’arrivo e la partenza dei battelli, le manovre avvengono quindi a poca distanza da chi nuota o si trova nel lago.
Ne avevamo parlato recentemente con il bagnino Chris Polti, che aveva richiamato l’attenzione proprio sulla particolare conformazione del lido e sulla necessità di informare adeguatamente i suoi frequentatori.
Il problema non riguarda soltanto il comportamento dei singoli bagnanti. Alla base vi è la convivenza, in uno spazio molto limitato, tra due utilizzazioni difficilmente compatibili: da una parte un lido comunale, dall’altra un approdo utilizzato dai battelli della navigazione.
Il lago sempre più basso
La situazione è resa ancora più evidente dalla persistente siccità e dal livello eccezionalmente basso del Lago Maggiore.
Alle 17.40 di domenica 2 agosto 2026, la stazione di misurazione dell’Ufficio federale dell’ambiente a Locarno indicava un livello di 192,22 metri sul livello del mare. La media storica del mese di agosto, calcolata sul periodo 1943–2025, è invece di 193,23 metri: una differenza di circa un metro.
Anche la Piattaforma nazionale sulla siccità segnala una situazione persistente, con il livello di pericolo massimo in vigore in tutta la Svizzera. La mancanza di precipitazioni e l’elevata evaporazione continuano ad aggravare la magra di fiumi e laghi.
Il basso livello del Verbano non crea il problema dell’imbarcadero, che esiste indipendentemente dalla siccità. Può però accentuarlo: con la riva che avanza e l’acqua meno profonda, i bagnanti possono essere portati a spingersi più al largo, avvicinandosi maggiormente alla zona interessata dalle manovre dei battelli. Da sottolineare inoltre la vicinanza della zona frequentata dai più piccoli, data la prossimità della spiaggia con sabbia e ghiaietto, all’approdo.
Lo spostamento previsto dal nodo intermodale
Una soluzione strutturale è già contemplata nella pianificazione del futuro nodo intermodale di San Nazzaro.
Il progetto prevede la concentrazione, nei pressi della stazione ferroviaria, dei collegamenti tra treno, autobus, mobilità lenta e navigazione. Nelle schede del Programma d’agglomerato del Locarnese è indicato anche il nuovo debarcadero, separato dall’attuale area del lido.
Lo spostamento dell’imbarcadero non avrebbe quindi soltanto una funzione legata al trasporto pubblico e all’interscambio tra i diversi mezzi. Permetterebbe anche di allontanare le manovre dei battelli dalla zona balneare, risolvendo alla radice una convivenza problematica.
In attesa che il progetto venga concretizzato, restano fondamentali una segnaletica chiara, un’adeguata informazione e la massima attenzione durante ogni arrivo e partenza dei battelli.
Una soluzione sulla quale non temporeggiare
La situazione di San Nazzaro non è identica a quella denunciata dalla BLS sui laghi bernesi e non sarebbe corretto sovrapporre realtà differenti. L’allarme giunto da oltre Gottardo rappresenta però un richiamo che non dovrebbe essere ignorato.
Dopo diversi mancati incidenti, il responsabile della navigazione della BLS, Silvan Paganini, ha dichiarato alla SRF che, considerato il numero delle situazioni pericolose registrate durante l’estate, «un incidente è solo una questione di tempo». La società ha deciso di rendere pubblico il problema proprio per sensibilizzare la popolazione prima che accada qualcosa di grave.
A San Nazzaro il rischio è conosciuto da decenni e una soluzione è già prevista. Proprio per questo sarebbe opportuno non temporeggiare ulteriormente con lo spostamento dell’imbarcadero.
Informare e sorvegliare rimangono indispensabili, ma rappresentano misure temporanee. Quando due attività potenzialmente incompatibili sono costrette a convivere nello stesso spazio, la risposta più efficace resta separarle prima che un mancato incidente possa trasformarsi in una tragedia.
Fonti: SRF News; Ufficio federale dell’ambiente (UFAM); Piattaforma nazionale sulla siccità; Programma d’agglomerato del Locarnese di quarta generazione (PALoc 4).
Foto: GambarognoNews.ch
Aggiornamento, lunedì 3 agosto 2026
Nel frattempo, il bagnino Chris Polti ha provveduto a mettere in sicurezza la zona, sbarrando con un nastro l’accesso allo spazio sottostante il pontile. Il livello del Lago Maggiore resta particolarmente basso (Foto Chris Polti).

