mercoledì, Marzo 11

SNL rompe gli ormeggi: salta il contratto collettivo sul Lago Maggiore

Oggi la Società Navigazione del Lago di Lugano (SNL) ha diffuso un comunicato stampa con il quale conferma la disdetta del Contratto Collettivo di Lavoro (CCL) sottoscritto con i sindacati SEV, UNIA e OCST. Una decisione che riguarda formalmente solo cinque dipendenti su oltre cento del gruppo, ma che ha già sollevato reazioni forti, interrogazioni parlamentari e dubbi sulla tenuta della governance.

Nel comunicato, SNL spiega che la disdetta è motivata dalla perdita di fiducia nei confronti delle parti sociali, accusate di aver più volte violato la clausola di pace del lavoro. Si specifica che continueranno ad applicarsi ai cinque collaboratori le tutele sinora previste e si sottolinea come SNL intenda proseguire il dialogo con l’APTLT, associazione che rappresenta circa il 90% dei dipendenti e che è considerata il partner sociale privilegiato per la futura riorganizzazione.

La frattura sul Lago Maggiore

Dietro le parole misurate del comunicato si nasconde però una realtà ben più complessa. Secondo quanto emerge da un’interrogazione interpartitica presentata al Consiglio di Stato ticinese (primo firmatario il deputato Fabrizio Sirica), la disdetta sarebbe legata al Contratto Collettivo dei marinai in servizio sul bacino svizzero del Lago Maggiore – un CCL storico, frutto delle aspre trattative seguite allo sciopero del 2017 e firmato nel 2018.

Un contratto che oggi riguarda solo cinque lavoratori, perché – come denuncia il sindacalista Angelo Stroppini (SEV) – SNL avrebbe progressivamente sostituito il personale locale con dipendenti provenienti da Lugano, non sottoposti al CCL previsto per il Lago Maggiore. «Una prassi inaccettabile – spiega Stroppini a LaRegione – che elude gli obblighi contrattuali e solleva problematiche serie, soprattutto in materia di orario di lavoro».

L’interrogazione parlamentare sottolinea anche la forma “straordinaria” della disdetta, che solleva dubbi di legittimità e alimenta la percezione di una crescente instabilità contrattuale per i lavoratori coinvolti. Si chiede al Consiglio di Stato di chiarire se i due membri del CdA in quota cantonale fossero informati della decisione e se l’esecutivo ticinese intenda mediare per evitare l’ennesima crisi nei trasporti pubblici.

Questione cassa pensione e governance opaca

A complicare ulteriormente il quadro è la gestione della cassa pensione aziendale, altro punto critico sollevato dai sindacati. Nel 2021 SNL ha trasferito i dipendenti dalla cassa Symova (con copertura del 111,97%) alla fondazione Valitas, delegando la gestione a Copernicus Wealth Management. Ma qui entra in gioco un potenziale conflitto di interessi: Agostino Ferrazzini, presidente di SNL, ricopriva simultaneamente il ruolo di vicepresidente di Copernicus Wealth Management e presidente della holding omonima. A questo si aggiunge la figura del rappresentante dei lavoratori nella commissione previdenziale, che era nel contempo anche direttore di Copernicus Wealth Management. Una triangolazione che solleva legittime domande su trasparenza e governance aziendale.

Una gestione che fa acqua da tutte le parti?

L’interrogazione infine si spinge oltre, chiedendosi se, alla luce di conflittualità con i sindacati, criticità gestionali nella previdenza e problemi manutentivi (ricordiamo il problema ai pontili gambarognesi), non sia il caso di rimettere in discussione il modello stesso di gestione della mobilità lacuale.

Tra le ipotesi sul tavolo: affidare la navigazione ad altri attori pubblici – ad esempio le FART – oppure costituire una nuova società a capitale pubblico, con una governance più trasparente e meglio radicata sul territorio.

Una storia che si ripete

Noi gambarognesi, del resto, non siamo nuovi a turbolenze sulla navigazione lacuale. Ricordiamo bene quando, il 1° gennaio 2018, la Società Navigazione Lago Maggiore decise di cessare il servizio pubblico nel bacino svizzero del Verbano, dando disdetta ai contratti di 34 dipendenti residenti in Svizzera e scatenando uno sciopero storico. Fu solo grazie all’intervento della politica che si riuscì a ripristinare, attraverso SNL, un servizio essenziale non solo per i turisti ma anche per molti pendolari – come nel caso della tratta Magadino–Locarno, oggi percorsa tutto l’anno.

Nel comunicato odierno, si parla di “misure necessarie”. Ma resta la preoccupazione che le difficoltà aziendali non si traducano, ancora una volta, in disservizi per l’utenza o, peggio, in nuovi licenziamenti. La comunità, i lavoratori e i passeggeri meritano chiarezza, stabilità e un servizio all’altezza del ruolo cruciale che il trasporto pubblico via lago continua ad avere per il nostro comune.

(Fonti: comunicato SNL, Tio e laRegione)