Giro d’Italia 2026: sembra sfumare il passaggio dal Gambarogno
Restano aperte le prospettive per il 2027
A pochi giorni dalla presentazione ufficiale del percorso del Giro d’Italia 2026, prevista per il 1° dicembre, emergono nuove indiscrezioni che ridimensionano le speranze di vedere la corsa rosa transitare dal Gambarogno.
Secondo quanto riportato da Luinonotizie.it, la soluzione più probabile per il prossimo Giro sarebbe una tappa interamente ticinese, con partenza da Bellinzona e arrivo in salita a Carì. Una scelta che escluderebbe quindi non solo l’Alto Varesotto, ma anche il passaggio dal nostro territorio.
Le aspettative nate attorno alla tappa “transfrontaliera”
Negli ultimi mesi si era parlato concretamente di una tappa che, dal Varesotto, avrebbe potuto salire verso Cuvignone e Forcora, scendere nel Gambarogno e risalire verso la Leventina. Un progetto tecnico solido e appoggiato da diversi Comuni italiani e svizzeri, tra cui il Comune di Gambarogno, che aveva collaborato ai primi contatti per un possibile tracciato transfrontaliero.
Proprio per questo, la notizia dell’esclusione lascia del rammarico tra i promotori dell’iniziativa.
Il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca, Ivan Vargiu, che negli ultimi mesi ha coordinato il lavoro dei Comuni italiani coinvolti, ha confermato la delusione per l’evoluzione della situazione:
«Devo dire che un po’ di rammarico c’è, perché avevamo costruito un progetto che univa quattro elementi tecnici di grande valore».
Il primo cittadino ricorda i punti forti della proposta: il Cuvignone, «una salita storica, impegnativa e perfetta per selezionare il gruppo», e la Forcora, apprezzata per la sua regolarità e valore sportivo.
A questi elementi si aggiungeva il collegamento verso il Gambarogno, definito da Vargiu «unico nel suo genere».
Per il Gambarogno: un’occasione sfiorata, ma non perduta
Nonostante la mancata inclusione nel percorso 2026, Vargiu non considera la partita chiusa:
«Voglio rilanciare fin da subito la candidatura per il Giro d’Italia 2027, puntando con determinazione proprio sull’asse Cuvignone–Forcora–Gambarogno–Vira come elemento distintivo del progetto».
Se le indiscrezioni verranno confermate il 1° dicembre, il Gambarogno non vedrà passare il Giro nel 2026.
Ma il lavoro fatto — e soprattutto la prospettiva del 2027 — mantiene vivo l’interesse per una collaborazione transfrontaliera capace di portare un grande evento sportivo sulle nostre strade.
(Fonte: Luinonotizie.it)
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