Siccità, acqua dal Ceresio per sostenere il Verbano: una misura d’urgenza

La situazione idrica del Lago Maggiore si fa sempre più delicata. Italia e Svizzera cercano una risposta all’emergenza: esclusi ulteriori rilasci dai bacini idroelettrici ticinesi, si punta temporaneamente sul Lago di Lugano. Una decisione che interessa da vicino anche il Gambarogno, dove il basso livello del Verbano sta già mostrando conseguenze concrete.

La persistente siccità e il progressivo abbassamento del Lago Maggiore hanno portato Italia e Svizzera a cercare una misura straordinaria per sostenere il Verbano.

L’organismo di consultazione bilaterale italo-svizzero sulla regolazione del Lago Maggiore si è riunito d’urgenza per affrontare la situazione. Il coinvolgimento dei due Paesi è legato alla particolare gestione del Verbano: il Consorzio del Ticino ne regola le portate, mentre il Cantone Ticino e l’Ufficio federale dell’ambiente partecipano all’organismo bilaterale che si occupa della regolazione del lago.

Esclusi ulteriori rilasci dai bacini ticinesi

Tra le possibilità valutate vi era quella di aumentare ulteriormente gli apporti provenienti dai bacini idroelettrici ticinesi. Questa soluzione è però stata esclusa, considerate le disponibilità idriche attuali.

È stata quindi individuata una misura temporanea che coinvolge il Lago di Lugano, le cui acque, attraverso la Tresa, raggiungono il Lago Maggiore.

L’intervento dovrà comunque essere attuato tenendo conto delle necessità idriche del Cantone e della situazione del Ceresio. Non si tratta dunque di una soluzione strutturale alla siccità, ma di una misura d’emergenza per cercare di attenuare una situazione divenuta particolarmente critica.

Il lago Maggiore sotto pressione

La scarsità d’acqua non riguarda soltanto il Gambarogno. Sul bacino del Lago Maggiore il problema sta avendo ripercussioni anche sulla navigazione e sulle attività che dipendono direttamente dal livello del lago.

La situazione delle risorse idriche era peraltro già motivo di preoccupazione nei mesi scorsi. Nel primo trimestre del 2026 il Cantone aveva rilevato una riserva nivale sul versante sudalpino nettamente inferiore alla norma 1991-2020, avvertendo che, qualora il deficit fosse proseguito, il contributo dello scioglimento della neve ai deflussi estivi avrebbe potuto risultare inferiore alla norma.

Uno scenario che rende ancora più significativo l’intervento deciso ora tra Italia e Svizzera.

Se la siccità dovesse proseguire, le difficoltà oggi ben visibili sulle rive potrebbero diventare sempre più rilevanti anche per navigazione, approdi e attività turistiche.

Fonti: Repubblica e Cantone Ticino – Dipartimento del territorio; Ufficio dei corsi d’acqua del Cantone Ticino; dati e pubblicazioni idrologiche cantonali.
Foto: Pontile di San Nazzaro di Chris Polti


Aggiornamento dell’8 settembre 2026

Secondo l’UFAM, il livello del Lago Maggiore era ancora molto basso a metà agosto. Le abbondanti piogge successive hanno però attenuato la situazione di magra sul versante meridionale delle Alpi. Non risulta invece pubblicata una conferma ufficiale sull’effettiva applicazione della misura straordinaria descritta nell’articolo. Consulta l’aggiornamento ufficiale dell’UFAM.


By Manuel Buetti

Manuel Buetti un regista televisivo, cineasta e fotografo appassionato, nonché editore digitale di GambarognoNews.ch. Per molti anni ha diretto programmi televisivi per la Radiotelevisione Svizzera, lavorando su diversi format, dalle notizie all'intrattenimento. Attualmente lavora come freelance.