lunedì, Agosto 17

Lo sapevate? Il vecchio inno svizzero aveva la stessa melodia di “God Save the King”

Oggi il 1° agosto è quasi inseparabile dalle note del Salmo svizzero. Eppure l’attuale inno nazionale è stato adottato definitivamente soltanto nel 1981 e, prima di allora, la Svizzera utilizzava comunemente un altro canto.

Si intitolava «Ci chiami o patria» e veniva eseguito sulla stessa melodia dell’inno britannico «God Save the King».

Con l’intensificarsi dei rapporti internazionali, questa coincidenza cominciò a creare situazioni piuttosto curiose e imbarazzanti: durante le cerimonie ufficiali, gli inni della Svizzera e del Regno Unito potevano infatti risultare praticamente indistinguibili. La stessa melodia è tuttora utilizzata anche dall’inno nazionale del Liechtenstein.

Ascolta il vecchio inno, “Ci chiami o Patria” (versione tedesca) scritto nel 1811 da Johann Rudolf Wyss.

Una melodia nata come canto religioso

Il Salmo svizzero era stato composto molto tempo prima della sua adozione ufficiale. Il testo originale tedesco fu scritto nel 1841 dal poeta zurighese Leonhard Widmer, mentre la musica è opera del monaco e compositore urano Alberik Zwyssig.

Zwyssig non partì però da una melodia completamente nuova. Riprese un canto liturgico da lui composto nel 1835, intitolato Diligam te Domine, adattandolo alle parole di Widmer.

La prima volta lo cantarono soltanto in quattro

Anche la prima esecuzione del futuro inno nazionale avvenne in circostanze molto lontane dalle grandi celebrazioni ufficiali.

La sera di lunedì 22 novembre 1841, giorno di Santa Cecilia, Zwyssig provò per la prima volta il Salmo svizzero insieme a quattro cittadini di Zugo, in una stanza della casa patrizia St. Karl, affacciata sul lago e sulla città.

Da quella prova quasi privata, il canto cominciò a diffondersi nelle feste corali e nelle manifestazioni patriottiche. Sarebbero però trascorsi ben 140 anni prima che diventasse definitivamente l’inno nazionale della Confederazione.

Una prova durata vent’anni

Nel 1961 il Consiglio federale scelse il Salmo svizzero come inno nazionale per un periodo di prova di tre anni, inizialmente soprattutto per le cerimonie militari e diplomatiche.

Nel 1964 i Cantoni furono consultati: dodici si espressero a favore dell’adozione, sette chiesero di prolungare la prova e sei respinsero l’inno provvisorio. Nel 1965 la fase sperimentale venne quindi prolungata a tempo indeterminato.

Soltanto il 1° aprile 1981 il Consiglio federale proclamò definitivamente il Salmo svizzero inno nazionale ufficiale.

Oggi il testo esiste nelle quattro lingue nazionali e accompagna le celebrazioni del 1° agosto, gli incontri diplomatici, le cerimonie militari, le vittorie sportive e l’apertura di una nuova legislatura federale.

Il salmo cantato dal Coro della Radiotelevisione Svizzera Italiana


Il testo italiano del Salmo svizzero

Prima strofa

Quando bionda aurora il mattin c’indora
l’alma mia t’adora, re del ciel!
Quando l’alpe già rosseggia
a pregare allor t’atteggia;
in favor del patrio suol,
in favor del patrio suol,
cittadino Dio lo vuol,
cittadino Dio, sì, Dio lo vuol.

Seconda strofa

Se di stelle è un giubilo la celeste sfera
Te ritrovo a sera, o Signor!
Nella notte silenziosa
l’alma mia in Te riposa:
libertà, concordia, amor,
libertà, concordia, amor,
all’Elvezia serba ognor,
all’Elvezia serba ognor.

Terza strofa

Se di nubi un velo m’asconde il tuo cielo
pel tuo raggio anelo, Dio d’amore!
Fuga, o sole, quei vapori
e mi rendi i tuoi favori:
di mia patria deh! pietà,
di mia patria deh! pietà,
brilla, sol di verità,
brilla, sol di verità.

Quarta strofa

Quando rugge e strepita impetuoso il nembo
m’è ostel tuo grembo, o Signor!
In te fido, Onnipossente,
deh, proteggi nostra gente;
libertà, concordia, amor,
libertà, concordia, amor,
all’Elvezia serba ognor,
all’Elvezia serba ognor.


Ricordiamo: Quest’anno niente falò e fuochi all’aperto

Falò e fuochi d’artificio sono tradizionalmente associati ai festeggiamenti del 1° agosto. Quest’anno, tuttavia, è necessario ricordare che, a causa della prolungata siccità e dell’elevato pericolo di incendi boschivi, in Ticino è in vigore il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto.

Il divieto riguarda anche le postazioni per grigliate situate negli spazi pubblici, in particolare quelle vicine alle aree boschive, e resterà valido fino a revoca. È quindi importante rinunciare a qualsiasi accensione all’aperto e rispettare scrupolosamente le disposizioni delle autorità.

GambarognoNews augura a tutte le lettrici e a tutti i lettori un buon 1° agosto e una serena Festa nazionale svizzera! 🇨🇭