Il 13 settembre 1967 veniva inaugurata ufficialmente a Contone la “Cà Rossa” della Mobili Pfister. Il nome richiamava il colore delle facciate, ma a colpire i giornali dell’epoca erano soprattutto le dimensioni del nuovo centro: una presenza difficile da ignorare in un paese che, fino a pochi anni prima, aveva conservato un carattere prevalentemente agricolo.

Il complesso sorgeva su un terreno di oltre 15 mila metri quadrati. I fabbricati occupavano 5.640 metri quadrati, di cui circa 4.500 destinati all’esposizione e alla vendita. C’erano depositi, spazi per preparare e riparare i mobili, una rampa di carico e posteggi per circa 200 automobili. Secondo l’Eco di Locarno, vi lavoravano 80 persone.

Non si trattava dunque soltanto di aprire un negozio più grande. Pfister voleva riunire in un’unica sede la logistica, i servizi e una vasta esposizione. La scelta di Contone rispondeva alla necessità di essere facilmente raggiungibile dalle diverse regioni del Ticino. Anche la vicinanza agli assi stradali e ferroviari, e la prospettiva del mercato dell’Italia settentrionale, pesavano nella decisione.

Un paese che stava già cambiando
La “Cà Rossa” non arrivò in un paesaggio immobile. Nel gennaio 1966, quando il centro Pfister era ancora in costruzione, Popolo e Libertà descriveva Contone come un comune in rapida trasformazione. Nuove attività industriali si erano insediate sul territorio e gli edifici prendevano il posto di terreni fino ad allora coltivati.
Il giornale osservava che l’industrializzazione non ammetteva «sentimentalismi». Una frase che restituisce bene lo spirito di quegli anni: da una parte l’attesa di posti di lavoro, investimenti e nuove opportunità; dall’altra la consapevolezza che il volto del paese stava cambiando.
L’inaugurazione della “Cà Rossa” rese quel cambiamento particolarmente visibile. La grande esposizione, raggiungibile in automobile e dotata di ampi parcheggi, raccontava anche un nuovo modo di acquistare e di muoversi. Pfister non fu la prima attività a insediarsi a Contone, né da sola trasformò il territorio. Fu però uno dei simboli più riconoscibili di una svolta già avviata.
Uno sguardo sul Piano di Magadino
Quello di Contone era anche l’inizio di un cambiamento più ampio nel Piano di Magadino. La disponibilità di terreni pianeggianti e la presenza di importanti vie di comunicazione attiravano industrie, depositi e attività commerciali. Il paesaggio agricolo cominciava a convivere con edifici e funzioni nuove.
Tre anni dopo l’inaugurazione della “Cà Rossa”, nel febbraio 1970, il Giornale del Popolo tornò a occuparsi di Contone. Al centro del servizio c’era la necessità di un piano regolatore capace di accompagnare la crescita demografica e industriale, distinguendo gli spazi per le abitazioni, le attività produttive e l’agricoltura e affrontando la questione del traffico.
È in questa prospettiva che l’apertura di Pfister acquista un significato che va oltre la storia di un’azienda. Guardando alla “Cà Rossa” nel giorno della sua inaugurazione, si intravede un territorio all’inizio di una trasformazione destinata a proseguire nei decenni successivi.
La sede di Contone sarebbe stata ampliata nel 1988 e profondamente rinnovata nel 2016. Ma per ritrovare il momento in cui quel nuovo paesaggio cominciò a prendere forma basta tornare al 13 settembre 1967: al grande edificio rosso sorto accanto ai campi.
Fonti
- Popolo e Libertà, 4 gennaio 1966, articolo sulla trasformazione industriale di Contone.
- Giornale del Popolo, 15 settembre 1967, p. 5, «Festosamente inaugurata la “Cà Rossa” della Mobili Pfister a Contone».
- Eco di Locarno, 16 settembre 1967, p. 4, «Inaugurato a Contone il grandioso stabilimento “Mobili Pfister”».
- Giornale del Popolo, 28 febbraio 1970, servizio sullo sviluppo di Contone e il piano regolatore.
- Mobili Pfister, storia dell’azienda.
Immagine copertina: generata per GambarognoNews con strumenti di intelligenza artificiale
Immagine articolo: scansione del giornale

