27 settembre 1963: quando a Vira si progettavano le scuole del Gambarogno

Il 27 settembre 1963 il Giornale del Popolo annunciava con ottimismo: «Sorgeranno a Vira le scuole del Gambarogno».

Il progetto era pronto, la costruzione avrebbe dovuto cominciare all’inizio dell’anno seguente e il nuovo centro scolastico avrebbe riunito le scuole elementari di Vira, la scuola maggiore consortile del Gambarogno e una palestra.

La realtà, tuttavia, si sarebbe rivelata più complessa. Quel progetto non fu realizzato nei tempi e nelle forme annunciate. Sarebbero trascorsi ancora diversi anni prima che Vira avesse il proprio nuovo centro scolastico.

Giornale del Popolo, p.5 – 27 settembre 1963

Tre padiglioni e nove aule

Il complesso presentato nel 1963 era stato progettato dall’architetto Egidio Vannini. Doveva sorgere su un terreno di circa cinquemila metri quadrati situato sotto il cimitero di Vira, tra la strada cantonale e il lago, di fronte all’allora fabbrica tessile Textilta.

Il terreno era in parte di proprietà del Comune e della Parrocchia di Vira; per completare il sedime si rendeva ancora necessario acquistare una superficie appartenente a un privato.

Il progetto prevedeva tre nuclei collegati ma indipendenti. Il padiglione verso il lago avrebbe ospitato le scuole elementari, quello verso la strada la scuola maggiore, mentre il terzo edificio sarebbe stato destinato alla palestra.

Complessivamente erano previste nove aule. Oltre alle classi delle elementari e delle maggiori, nei locali seminterrati avrebbero trovato posto la scuola di economia domestica, un’aula per il lavoro manuale e un’aula di riserva.

Grande attenzione era riservata alla luce, alla ventilazione e agli spazi esterni. Le aule avrebbero ricevuto luce da due lati e sarebbero stati creati due cortili erbosi distinti, uno per gli allievi delle elementari e uno per quelli della scuola maggiore. La separazione avrebbe permesso di utilizzare gli spazi senza che le attività di una parte del complesso disturbassero le lezioni dell’altra.

La costruzione avrebbe occupato un volume di circa 7.400 metri cubi. Il costo era stimato in un milione e 50 mila franchi, ai quali se ne sarebbero aggiunti circa 300 mila per l’acquisto del terreno: complessivamente 1,35 milioni di franchi, una somma considerevole per l’epoca.

Una scuola per Comuni ancora separati

L’importanza del progetto andava oltre la costruzione di un nuovo edificio.

Nel 1963 il Comune di Gambarogno non esisteva ancora. La regione era suddivisa in diversi piccoli Comuni, ciascuno con le proprie autorità, le proprie risorse e le proprie necessità. La scuola maggiore consortile rappresentava quindi uno dei primi servizi organizzati su scala gambarognese.

Il processo era già iniziato. Il 16 agosto 1961 il Consiglio di Stato aveva decretato la soppressione della scuola maggiore comunale di Gerra e l’istituzione a Vira di una scuola consortile destinata agli allievi della regione.

La centralizzazione non era stata accolta ovunque con entusiasmo.

Gli allievi provenienti dalla parte più discosta del Gambarogno utilizzavano il treno. Da Ranzo, per esempio, partivano alle 7.13 e raggiungevano Vira alle 7.27, dopo aver già percorso a piedi il tratto fra il paese e la stazione. Nei mesi invernali quel cammino avveniva spesso al buio.

Inizialmente era stato organizzato anche un servizio con un furgoncino per permettere agli allievi di rientrare a casa a mezzogiorno. In seguito venne introdotta la refezione a Vira, evitando il doppio viaggio quotidiano.

L’annuncio e il ritardo

Nel settembre del 1963 il giornale lasciava intendere che gli accordi principali fossero stati raggiunti e che il cantiere potesse aprire nei primi mesi del 1964.

Quasi un anno dopo, però, non era ancora stato effettuato alcuno scavo.

Il 18 agosto 1964 il Giornale del Popolo tornò sull’argomento con un titolo molto meno ottimista: «Gambarogno è d’accordo per la scuola maggiore centralizzata a Vira; desidera però fatti concreti».

La scuola consortile funzionava ormai da tre anni, ma continuava a essere ospitata in spazi insufficienti. Una classe delle elementari di Vira aveva persino dovuto trovare posto in un edificio parrocchiale.

La critica non era rivolta tanto al principio della centralizzazione, quanto al fatto che fosse stata introdotta prima di disporre delle strutture e dei trasporti promessi. Alcuni abitanti chiedevano che, in attesa della nuova scuola, si valutasse il mantenimento di due sedi: una a Vira e una a Gerra.

Il caso mostra quanto fosse difficile creare un servizio comune in un territorio lungo, frammentato e caratterizzato da collegamenti non sempre agevoli.

Il centro scolastico arrivò molti anni dopo

Il progetto presentato nel 1963 non venne costruito nelle forme annunciate.

La documentazione successiva indica che per il nuovo complesso venne bandito un concorso nel 1974. Il progetto realizzato fu quello degli architetti Fonso e Pietro Boschetti, con l’ingegnere Franco Sciarini.

La costruzione risale agli anni 1977-1978, circa quattordici anni dopo il primo annuncio apparso sul giornale.

Anche il programma venne ridimensionato per ragioni economiche. Il progetto del concorso prevedeva infatti una costruzione più grande, realizzabile in due tappe; la soluzione definitiva fu resa strutturalmente e volumetricamente più semplice.

Il nuovo edificio comprendeva otto aule, gli spazi per la direzione e i docenti, una zona polivalente, la palestra, gli spogliatoi, l’infermeria e locali destinati alla protezione civile. La superficie costruita era di 1.477 metri quadrati, per un volume complessivo di 10.180 metri cubi.

Un’idea che precedette l’unione politica

Oggi il centro scolastico di Vira continua a svolgere una funzione che supera i confini della frazione. Ospita la scuola elementare e il primo ciclo della scuola media cantonale, quale sottosede dell’istituto di Cadenazzo.

La pagina del 1963 racconta dunque qualcosa di più di un edificio rimasto sulla carta. Mostra un Gambarogno che, pur essendo ancora diviso amministrativamente, cercava già di affrontare insieme alcuni bisogni essenziali.

Il progetto di Egidio Vannini non divenne il centro scolastico annunciato, ma documenta un passaggio importante: il momento nel quale l’istruzione cominciò a essere considerata non più soltanto un compito dei singoli paesi, ma una responsabilità dell’intera regione.

Molto prima della nascita del Comune unico, le scuole avevano già cominciato a unire il Gambarogno.

Fonti

  • Giornale del Popolo, 27 settembre 1963, pagina 5, «Sorgeranno a Vira le scuole del Gambarogno».
  • Giornale del Popolo, 18 agosto 1964, pagina 3, «Gambarogno è d’accordo per la scuola maggiore centralizzata a Vira; desidera però fatti concreti».
  • Architettura Svizzera, n. 40, gennaio 1980, scheda del centro scolastico di Vira Gambarogno.
  • Comune di Gambarogno, informazioni sull’Istituto scolastico.
  • Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, elenco delle sedi scolastiche cantonali.

Immagine copertina: generata per GambarognoNews con strumenti di intelligenza artificiale
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By Manuel Buetti

Manuel Buetti un regista televisivo, cineasta e fotografo appassionato, nonché editore digitale di GambarognoNews.ch. Per molti anni ha diretto programmi televisivi per la Radiotelevisione Svizzera, lavorando su diversi format, dalle notizie all'intrattenimento. Attualmente lavora come freelance.