Rive pubbliche: l’allarme di Edgardo Ratti, già nel 1959
Per i gambarognesi, l’estate è anche sinonimo di lago: bagni, nuotate, passeggiate all’aperto, momenti di libertà e condivisione sulle rive del Lago Maggiore. Ed è proprio lungo quelle rive che, talvolta in silenzio, si consuma una tensione tra spazio pubblico e interessi privati. In certi casi si tratta di piccoli gesti, in altri di pratiche consolidate che negli anni hanno contribuito a ridurre l’accessibilità al lago, uno dei beni più preziosi del nostro territorio.
Il tema è oggi più attuale che mai. Anche a livello cantonale si discute della necessità di garantire un accesso equo e continuo alle rive. Il Gran Consiglio ha affrontato la questione già nel 2002, grazie a una mozione del deputato socialista Bill Arigoni, che chiedeva un piano concreto per il recupero delle rive lacustr...

